Un blitz dei Carabinieri a Ponte Galeria ha scoperto una vasta centrale del riciclaggio di moto rubate, stipate e imballate dentro 21 container in via della Magliana per l’esportazione extraeuropea. L’operazione si è conclusa con tre fermi convalidati e due denunce a carico di cittadini senegalesi, mentre proseguono le indagini.
Blitz dei Carabinieri scopre centinaia di pezzi di ricambio di moto rubate, pronti per essere spediti via mare fuori dall’Europa
Un’operazione coordinata e meticolosa condotta sul territorio romano ha permesso di fare luce su uno snodo logistico di primaria importanza per il traffico illecito di moto nella Capitale.
L’attenzione degli investigatori della Compagnia Roma Parioli si era focalizzata da tempo su un’insolita impennata di furti di moto registrata in diversi quartieri cittadini. Tracciando le direttrici dei veicoli sottratti e incrociando le segnalazioni sul territorio, i militari sono giunti nel quadrante sud-ovest della città , esattamente presso la sede di una società situata in via della Magliana, a Ponte Galeria.
Qui era stata allestita una vera e propria base operativa schermata da 54 container commerciali, una struttura all’apparenza insospettabile e continuamente protetta da sguardi discreti, ma interamente affittata a cittadini extracomunitari.
Il metodo scoperto dai carabinieri rivela un’organizzazione rodata, efficiente e strutturata secondo una logica quasi industriale: le moto sottratte in strada venivano rapidamente trasferite all’interno dell’area sotterranea o recintata, dove le maestranze criminali procedevano al loro smontaggio sistematico. I mezzi intatti e i singoli componenti meccanici o di carrozzeria venivano catalogati, avvolti in materiali protettivi da imballaggio e immagazzinati con cura nei box.
L’ipotesi investigativa, confermata dalla disposizione del carico, è che il materiale fosse interamente pronto per essere sigillato e spedito illegalmente verso Paesi fuori dal territorio dell’Unione Europea attraverso i canali dei noli marittimi. Tale meccanismo garantiva ai responsabili la cancellazione di ogni traccia della refurtiva prima ancora che i proprietari potessero attivare le ricerche satellitari o le denunce di rito.
Le indagini e i fermi: il blitz dei Carabinieri e le perquisizioni
L’intervento decisivo è scattato a seguito di un piano d’azione congiunto, elaborato d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma. I Carabinieri della Compagnia Parioli, sostenuti dal personale della Stazione di Ponte Galeria e dalle unità operative del Gruppo e della Compagnia di Ostia, hanno fatto irruzione nell’area di via della Magliana circoscrivendo l’intero perimetro per impedire qualsiasi tentativo di fuga o di occultamento della merce.
Al momento dell’accesso, le forze dell’ordine hanno sorpreso sul posto cinque uomini intenti a lavorare attorno ai box.
I militari hanno forzato e aperto i sigilli dei container per verificare la natura dei carichi: all’interno di ben 21 box sono stati rinvenuti decine di scooter e moto di varia cilindrata, sia integri sia smembrati, con il telaio o i pezzi già inscatolati e pronti alla partenza.
Per tre cittadini senegalesi di 53, 28 e 54 anni — tutti privi di fissa dimora sul territorio nazionale e già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici nello stesso settore criminale — è scattato immediatamente il fermo di indiziato di delitto con le accuse di ricettazione e riciclaggio in concorso.
Nei container direttamente riconducibili a questi tre soggetti, sorpresi in flagranza mentre gestivano i veicoli illeciti, è stata confermata inequivocabilmente la presenza di numerosi mezzi rubati.
Per altri due connazionali di 50 e 54 anni, anch’essi bloccati all’interno della struttura, è scattata la denuncia a piede libero per i medesimi reati: nei loro box è stato sequestrato un ingente quantitativo di componenti meccanici e materiali d’origine dubbia e privi di codici identificativi chiaro, attualmente sotto analisi. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha successivamente convalidato la legittimità di tutti e tre i fermi eseguiti.
Gli sviluppi investigativi e la caccia ai complici
L’intera area contenente i 21 container e l’intero carico di veicoli e ricambi sono stati posti sotto sequestro giudiziario su disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori sono ora al lavoro per incrociare i numeri di telaio e i dati matricolari scampati alla punzonatura abusiva con le banche dati dei furti denunciati a Roma e provincia, al fine di risalire ai legittimi proprietari per la successiva restituzione.
Parallelamente, le indagini proseguono a ritmo serrato per rintracciare i titolari degli altri box compresi nella struttura: si tratta di numerosi stranieri risultati al momento del blitz del tutto irreperibili, ritenuti possibili ingranaggi di una rete di riciclaggio ben più ampia.


















