Contro l’erosione costiera che minaccia i litorali, la Regione Lazio cambia paradigma, supera la logica dell’emergenza e mette in campo un maxi-investimento da 90 milioni di euro per il nuovo Piano di Difesa Integrata. La vera novità strategica è l’alleanza scientifica con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre, a cui è stato affidato il compito di aggiornare la mappatura dei rischi e guidare i prossimi interventi strutturali.
Erosione costiera nel Lazio: piano da 90 milioni contro i cambiamenti climatici. Accordo della Regione LAzio con l’Università Roma Tre
Il punto sulla nuova cabina di regia è stato fatto durante il convegno “Aggiornamento delle analisi di supporto al Piano di Difesa Integrata delle Coste del Lazio”. L’obiettivo è chiaro: proteggere non solo le spiagge e l’economia balneare, ma anche l’inestimabile patrimonio architettonico e paesaggistico del litorale laziale.
Stop alle emergenze: la svolta della programmazione pluriennale
I fondi, stanziati attraverso i programmi europei Pr Fesr 2021-27 (in linea con le delibere di Giunta del 2025), finanziano un piano di interventi che in parte sono già partiti e in parte prenderanno il via in autunno.
“Per la prima volta nella storia di questa regione non ci si limita a intervenire in base alle emergenze“, ha spiegato Fabrizio Ghera, assessore alla Tutela del Demanio e Territorio della Regione Lazio.
“Pianifichiamo con uno stanziamento strutturale. La vera svolta è che, grazie al contributo di Roma Tre, alla pianificazione seguiranno il monitoraggio costante e la manutenzione. Dobbiamo contrastare un fenomeno aggravato dai cambiamenti climatici“.
Il metodo scientifico: arrivano le “unità fisiografiche”
La nuova strategia contro l’erosione non guarderà più a singoli tratti di spiaggia in crisi, ma adotterà una visione d’insieme. Il professor Giorgio Bellotti, docente di Costruzioni Idrauliche e Marittime a Roma Tre e responsabile scientifico del progetto, ha illustrato la metodologia che guiderà l’aggiornamento dei dati (fermi alla mappatura del 2023).
Il piano introduce il concetto di unità fisiografiche:
- Gestione macro: ampi tratti di litorale gestiti in modo unitario e coerente.
- Meteo e clima: analisi dei dati meteo-marini focalizzata sugli scenari futuri del cambiamento climatico.
- Mappa di vulnerabilità: uno strumento predittivo per individuare dove è prioritario intervenire.
I dirigenti regionali hanno confermato che il piano pluriennale è già operativo. Grazie a questo nuovo strumento basato su dati scientifici freschi e modelli predittivi, il Lazio prova a blindare le sue coste, offrendo una risposta strutturale a un problema che minaccia il turismo e l’ambiente.



















