Droga venduta per saldare un debito e nascosta nell’auto: 4 arresti dopo blitz della Polizia

Coppia fermata in auto: il sospetto degli agenti sullo spaccio di droga

Droga venduta per saldare un debito e nascosta nell’auto: 4 arresti dopo blitz della Polizia

Avrebbero venduto droga per saldare un debito. La coppia è stata scoperta dalla Polizia, che ha avviato un’indagine lampo. Al termine delle verifiche quattro persone sono state arrestate con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’operazione scattata in via dell’Archeologia a Roma.

Coppia fermata in auto: il sospetto degli agenti sullo spaccio di droga

L’indagine sullo spaccio di droga è partita da un controllo su strada effettuato dagli agenti del Reparto Volanti. Una coppia, a bordo di un’auto, è stata fermata in via dell’Archeologia. Il comportamento dei due, apparso fin da subito nervoso e sospetto, ha spinto i poliziotti ad approfondire gli accertamenti.

Durante la perquisizione del veicolo, gli agenti hanno rinvenuto 27 involucri di droga, tra crack e cocaina, nascosti nel rivestimento del piantone dello sterzo. Altri 10 involucri di cocaina sono stati trovati tra gli indumenti della donna.

Spaccio per saldare un debito

Nel corso degli accertamenti, la coppia avrebbe ammesso di svolgere attività di spaccio da pochi giorni, con l’obiettivo di estinguere un debito con il presunto fornitore della droga.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le consegne venivano organizzate tramite app di messaggistica mentre il rifornimento avveniva ogni due ore presso un’abitazione della stessa via dell’Archeologia.

Il blitz nell’appartamento: droga e contanti

Gli agenti hanno poi individuato l’appartamento utilizzato come base logistica dello spaccio. Durante il blitz, i poliziotti hanno trovato due donne, una trentenne e una quarantenne, intente a gestire i proventi dell’attività illecita.

La perquisizione ha permesso di sequestrare decine di dosi di stupefacente già confezionate e circa 3.700 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio e organizzati in buste con nomi in codice, riconducibili ai rivenditori.

Per tutti e quattro gli indagati è scattato l’arresto, successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.