Follia a Lavinio: dà una testata a un poliziotto e gli rompe il naso, ma torna subito in libertà

Agente aggredito a Lavinio durante un tentativo di estorsione. Un 45enne pakistano gli rompe il naso con una testata ma torna libero: scoppia la protesta dei sindacati

Agente aggredito a Lavinio durante un tentativo di estorsione. Un 45enne gli rompe il naso con una testata ma torna libero: scoppia la protesta dei sindacati
Immagine di repertorio

Un tentativo di estorsione in atto, le volanti della polizia che arrivano sul posto e poi la brutale aggressione ai danni di un poliziotto. E’ quanto accaduto venerdì scorso a Lavinio, dove un agente è stato colpito al volto da una testata sferrata da un cittadino pakistano di 45 anni. La brutalità dell’episodio ha scatenato le polemiche delle sigle sindacali di polizia, che hanno espresso tutta la loro solidarietà al collega ferito.

Agente aggredito a Lavinio durante un tentativo di estorsione. Un 45enne pakistano gli rompe il naso con una testata ma torna libero: scoppia la protesta dei sindacati

I fatti risalgono al pomeriggio di venerdì 10 luglio. In via Valle Schioia, il pakistano – irregolare sul territorio nazionale – tenta di estorcere denaro al titolare di un minimarket. Sul posto arrivano gli agenti della Polizia di Stato. Durante l’intervento la situazione precipita all’improvviso. L’uomo si scaglia contro le forze dell’ordine e colpisce con una violenta testata un agente. Un gesto folle che provoca al poliziotto la frattura del setto nasale. La prognosi dei medici è di 30 giorni. L’indagato, il giudizio per direttissima, è tornato in libertà.

Le reazioni del sindacato Coisp

Quanto accaduto ad Anzio – dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp – dimostra che c’è chi non prova più alcun timore nel prendere a pugni un agente mentre svolge il proprio lavoro”. Inoltre, aggiunge il sindacalista, “dopo il giudizio per direttissima, l’aggressore è tornato in libertà. Questo è un segnale estremamente preoccupante, perché senza il rispetto per chi fa rispettare la legge, viene meno uno dei pilastri della convivenza civile. È fondamentale, dunque, che a episodi di questa gravità corrispondano risposte giudiziarie rapide e proporzionate. E non per spirito punitivo, ma perché la certezza della pena rappresenta il primo deterrente contro chi pensa di poter sfidare impunemente lo Stato“.

La richiesta di presidi permanenti e controlli straordinari sul territorio

Allo stesso tempo quanto accaduto conferma la necessità di rafforzare la presenza dello Stato su un territorio che i cittadini denunciano da tempo come sempre più difficile. È necessario – prosegue Pianese – che l’area di Lavinio sia interessata da servizi straordinari e coordinati di controllo del territorio, con il coinvolgimento di Polizia di Stato, Polizia locale, Asl e Ispettorato del lavoro. È indispensabile, infatti, che il distaccamento della Polizia Stradale, oggi operativo solo nei mesi di luglio e agosto, diventi un presidio permanente a servizio di Anzio e Nettuno, due città che superano stabilmente i centomila abitanti e che durante l’estate vedono triplicare le presenze”.

Le critiche del Mosap sulla misura cautelare applicata

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fabio Conestà, segretario generale del Mosap (Movimento sindacale autonomo di polizia), che stigmatizza la blanda misura cautelare imposta all’indagato. “Lascia sconcertati – afferma – che a fronte di un’aggressione così grave, consumata addirittura davanti agli operatori di polizia e culminata con il ferimento di un appartenente alle forze dell’ordine, sia stata applicata la sola misura dell’obbligo di dimora“. Per il leader sindacale si tratta di “un provvedimento che rischia di trasmettere un messaggio di sostanziale impunità a chi usa la violenza contro lo Stato“.