Un bagnino da Oscar, protagonista di una prova di coraggio e resistenza fisica che ha del miracoloso. Ha lottato contro le onde, le correnti e il tempo per ben due volte in meno di un’ora. Alla fine, dopo aver strappato alla morte cinque bagnanti, tra cui un bambino, le forze lo hanno abbandonato all’improvviso, proprio mentre metteva i piedi sulla sabbia asciutta.
Il drammatico doppio intervento a lieto fine: il bagnino dello stabilimento Salus si lancia tra le onde e porta in salvo cinque bagnanti della spiaggia libera. Poi stremato finisce in ospedale, ora sta bene
Valerio Baioni, il bagnino eroe dello stabilimento Salus di Nettuno (iscritto all’Associazione nazionale assistenti bagnanti), è l’autore di un’impresa che ieri ha evitato una strage in quella che è stata a tutti gli effetti la giornata nera del litorale romano, tragicamente segnata da due morti a Torvaianica e Sabaudia.
Il primo allarme: quattro persone alla deriva sul Sup
Tutto si è consumato nel primo pomeriggio nello specchio d’acqua davanti alla spiaggia libera (ex stabilimento Il Gabbiano), una zona nota per le forti correnti e i pericolosi mulinelli a ridosso della scogliera.
Nonostante il mare molto mosso, una famiglia — due uomini, una donna e un bambino — ha deciso di sfidare l’acqua a bordo di un Sup e di una ciambella, venendo rapidamente trascinata a circa cinquanta metri dalla riva. Sentendo le urla d’aiuto, il bagnino si è getatto tra le onde.

“Il mare era parecchio mosso — racconta Marco Belleudi, titolare del Salus — Valerio ha dovuto effettuare una manovra molto allargata per evitare che il sup e le persone salvate venissero ritravolte dalle onde“.
Con estrema lucidità e non poche difficoltà, il bagnino è riuscito a issare a bordo prima il bambino e poi i tre adulti, riportandoli a terra sani e salvi poco prima dell’arrivo della Capitaneria di Porto.
Venti minuti dopo: il secondo salvataggio e la catena umana
Sembrava tutto finito, ma il tempo di riprendere fiato non c’è stato. Appena venti minuti dopo, un altro bagnante, un uomo straniero sulla quarantina, è finito in una buca vicino alla scogliera, risucchiato dal fondale e incapace di tornare a riva.
Baioni, sebbene già stremato dal primo intervento, si è lanciato nuovamente in acqua, questa volta a nuoto. Ha raggiunto l’uomo e lo ha ancorato a sé, ma la forza del mulinello stava trascinando a fondo entrambi.
Capendo di non farcela da solo, il bagnino ha lanciato un grido d’aiuto verso la spiaggia. La risposta della terraferma è stata immediata: i bagnanti si sono presi per mano dando vita a una vera e propria catena umana, che si è allungata tra le onde fino a raggiungere il bagnino e il quarantenne, permettendo a tutti di rientrare.
Il crollo sulla spiaggia e i soccorsi
Una volta a riva, l’adrenalina è calata e il fisico di Baioni ha ceduto. Stremato, senza forze, in preda a un forte stato di agitazione e con la pressione alta per lo sforzo immane, il bagnino è stato subito soccorso da un’ambulanza del 118 che si trovava fortunatamente nelle vicinanze.
Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Anzio, il giovane è stato tenuto sotto osservazione dai medici per circa mezz’ora. Fortunatamente si è ripreso subito ed è stato dimesso con tre giorni di prognosi per smaltire la fatica accumulata. Tre giorni di riposo e tornerà alla sua postazione al Salus. Una sicurezza per tutti.
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