Strage di Casalotti, il killer è entrato in casa come un ospite: caccia a un amico connazionale

Sotto la lente della Squadra Mobile i tabulati telefonici di un sospettato: si fa strada l'ipotesi della matrice passionale dietro alla strage di Casalotti

Analisi dei tabulati - foto di archivio

Svolta drammatica nelle indagini sul triplice omicidio di Casalotti, dove la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni. Gli inquirenti della Squadra Mobile sono ora sulle tracce di un amico connazionale della famiglia, mentre emerge l’inquietante ipotesi di una feroce matrice passionale dietro il massacro.

Sotto la lente della Squadra Mobile i tabulati telefonici di un sospettato: si fa strada l’ipotesi della matrice passionale dietro alla strage di Casalotti

I dettagli emersi nelle ultime ore delineano lo scenario da incubo in cui hanno perso la vita il 39enne Kamal Uddin, la moglie Jahan Hosne Momotaj, di 38 anni, e la loro bambina di appena 8 anni, A. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la famiglia conosceva bene il proprio assassino.

L’uomo, un amico connazionale della coppia, sarebbe stato fatto entrare nell’appartamento al civico 35 di via Montiglio senza alcuna forzatura, accolto tra le mura domestiche prima che scattasse la furia omicida.

All’interno dell’abitazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato l’arma del delitto: una mannaia con cui l’aggressore si è scagliato brutalmente sulle vittime. La violenza si è consumata sotto gli occhi del primogenito 20enne della coppia, l’unico sopravvissuto alla strage, rimasto gravemente ferito ma riuscito a sfuggire alla morte dopo un corpo a corpo con il killer.

La scia di sangue e la testimonianza shock

La disperata fuga del ragazzo per salvarsi ha lasciato segni evidenti sul teatro del delitto. Davanti al portone della palazzina, dove alcuni residenti sconvolti hanno già deposto dei fiori, sono ancora visibili le tracce ematiche che ripercorrono la corsa del 20enne verso la strada, per mettersi in salvo.

Secondo quanto riferisce Adnkronos, un testimone avrebbe udito il giovane urlare disperatamente che la madre era morta chiedendo aiuto, mentre un altro uomo si sdava alla fuga a piedi lungo la strada del quadrante in prossimità di Pineta Sacchetti.

Le indagini della Procura e la pista passionale

Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini sta coordinando un’inchiesta serrata che al momento non esclude alcuna pista, sebbene l’ipotesi più accreditata porti a una drammatica matrice passionale.

Per raccogliere prove schiaccianti, i poliziotti stanno passando al setaccio i tabulati telefonici delle vittime, incrociandoli con i tabulati del sospettato per ricostruire la rete di contatti e gli ultimi scambi prima della strage.

Parallelamente, si stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per mappare con esattezza il percorso di fuga del presunto omicida. I corpi delle vittime intanto, stati affidati alla sezione di medicina legale dell’università cattolica del Sacro Cuore, diretta dal professor Antonio Oliva; le autopsie eseguite serviranno a chiarire l’agghiacciante dinamica della furia di colpi sferrati.

Il dolore del quartiere e la solidarietà per il sopravvissuto

Mentre il primogenito lotta tra la vita e la morte al Policlinico Gemelli, dove si trova ricoverato in prognosi riservata, l’intero quartiere di Casalotti è sprofondato nel dolore. Kamal Uddin e la sua famiglia erano stimati da tutti in zona per la loro gentilezza.

Kamal era il volto sorridente del supermercato Dem di Casal Selce, sempre pronto ad aiutare i clienti con le buste della spesa. Un dolore immenso che colpisce il figlio grave in ospedale, che per un periodo lo aveva sostituito.

Persone perbene, solari e sempre disponibili verso il prossimo. Sotto shock per l’accaduto, i membri del comitato di quartiere che si sono immediatamente mobilitati per organizzare una raccolta fondi per sostenere il ragazzo sopravvissuto, rimasto tragicamente solo dopo lo sterminio della sua famiglia.