Quando ieri, intorno alle 12:30, lungo la metro A una parte del contro soffitto della stazione Cinecittà è venuta giù finendo sui binari e sulla banchina, si è gridato al miracolo per l’assenza di feriti. Ma la fortuna non può essere un elemento di pianificazione urbana.
Dal crollo dei soffitti della metro all’effetto domino sui treni: dopo l’ennesimo incidente a Cinecittà, la sicurezza della linea rossa diventa un caso politico
L’ennesimo stop sulla Metro A – con la linea interrotta tra Subaugusta e Anagnina per oltre mezz’ora e le consuete navette bus a tamponare l’emergenza – non è più un semplice “imprevisto”. È il sintomo di una fragilità strutturale che i pur necessari maxi-cantieri di ammodernamento degli ultimi anni non stanno riuscendo a sanare.

L’incidente di Cinecittà riaccende i riflettori sullo stato di salute della linea rossa, proprio mentre la città affronta una transizione complessa verso la mobilità del futuro. E il giorno dopo l’evento, le domande superano di gran lunga le rassicurazioni di Atac.
La mappa dei cedimenti: una cronistoria preoccupante
Per capire la gravità di quanto accaduto ieri, bisogna unire i puntini degli ultimi mesi. A fine gennaio una porzione di controsoffitto cede a causa delle infiltrazioni da maltempo, colpendo parzialmente un convoglio e la banchina. Solo la giornata festiva (era domenica sera) evita il dramma.
Pochi giorni fa a San Giovanni il distacco di una canalina finisce per urtare i treni in transito. Risultato? Servizio rallentato e treni costretti a viaggiare a 6 km/h per consentire la messa in sicurezza.
Ieri a Cinecittà il nuovo crollo strutturale in pieno giorno.
A questo scenario si aggiunge l’effetto domino sui trasporti romani, ieri esasperato da un guasto elettrico concomitante tra Ostiense e Tuscolana che ha messo in ginocchio anche i collegamenti ferroviari e il Leonardo Express per Fiumicino. Una tempesta perfetta che svela la vulnerabilità cronica dei trasporti capitolini.
L’attacco dell’opposizione
Il fulcro del dibattito, ventiquattr’ore dopo il caos, si sposta inevitabilmente sulle scrivanie del Campidoglio. Se da un lato l’amministrazione Gualtieri rivendica da tempo lo sforzo economico senza precedenti per il rinnovo di binari e stazioni, dall’altro le opposizioni chiedono dove stia l’errore se a fronte di investimenti milionari la sicurezza percepita – ed effettiva – continua a vacillare.
“Il sindaco Gualtieri riferisca immediatamente in Aula e renda pubbliche le cause di questi episodi. Dopo milioni di euro spesi per lavori e ammodernamenti, è inaccettabile assistere a un susseguirsi di guasti e distacchi strutturali. La sicurezza non è negoziabile“, Fabrizio Santori (Lega) e Stefano Erbaggi (Fratelli d’Italia).



















