Scambiano la fontana delle Naiadi per una piscina, ma vengono sorpresi dalle forze dell’ordine

Il bagno notturno nella fontana delle Naidi finisce male per un terzetto di turisti che pensavano di passare inosservati

Scambiano la fontana delle Naiadi per una piscina ma il gesto costa caro a tre turisti stranieri che intorno alle quattro della scorsa notte, mercoledì 16 giugno, hanno pensato bene di farsi un bagno notturno nel centro della capitale.

Il bagno notturno nella fontana delle Naidi finisce male per un terzetto di turisti che pensavano di passare inosservati

Il terzetto, forse contando sull’apparente tranquillità di una tipica notte dell’estate romana ha deciso di sfidare i regolamenti cittadini per concedersi un tuffo proibito nelle acque della celebre Fontana delle Naiadi, situata al centro di piazza della Repubblica.

I tre sorpresi dalle forze dell’ordine

Il termometro delle sanzioni capitoline non concede sconti a chi scambia i monumenti storici per piscine private.

I protagonisti della vicenda sono tre ragazzi rispettivamente di nazionalità americana, inglese e belga, che sono entrati nello specchio d’acqua approfittando dell’apparente assenza di passanti. La loro incursione acquatica, nata probabilmente come una goliardata o una sfida social, è durata tuttavia ben poco.

Nelle immediate vicinanze del monumento, capolavoro artistico inaugurato all’inizio del Novecento, erano, infatti, impegnati in un servizio di pattugliamento congiunto gli agenti della Polizia di Stato e gli uomini della Polizia Locale di Roma Capitale.

Le forze dell’ordine, nel corso del consueto  monitoraggio delle aree monumentali del Centro Storico, hanno notato i tre giovani interamente immersi nell’invaso.

I poliziotti sono prontamente intervenuti sul posto, interrompendo immediatamente il bagno fuorilegge e intimando ai ragazzi di uscire subito dall’acqua.

Le sanzioni

Una volta fuori dal monumento, i tre turisti sono stati identificati e sottoposti ai rigidi provvedimenti previsti dal Regolamento di Polizia Urbana. A loro carico, oltre alle pesanti sanzioni amministrative pecuniarie, è stato, infatti, emesso anche il severo ordine di allontanamento dal territorio comunale, il cosiddetto Daspo Urbano.

Il provvedimento mira a tutelare l’immenso patrimonio storico e architettonico della Capitale da episodi di palese inciviltà, riaffermando la linea della fermezza contro il degrado.