Il progetto del nuovo Ponte della Scafa subisce un ulteriore stop. A portare alla luce la vicenda è stato LabUr – Laboratorio di Urbanistica, che ha scavato tra i documenti tecnici ricostruendo un iter disseminato di inciampi e, soprattuto, mettendo sotto i riflettori una nuova determina che potrebbe far saltare il banco.
A oltre vent’anni dai primi elaborati, il nuovo Ponte della Scafa si incaglia sulla vecchia Valutazione di Impatto Ambientale
I primi elaborati preliminari risalgono a oltre vent’anni fa — e la data di consegna originaria, fissata al 2029 sembrava già uno scherzo del calendario. Ora, nel 2026, si è ancora fermi a discutere se un parere ambientale firmato nel 2009 possa essere o meno confermato. Non è un cavillo. È il fondamento su cui regge tutta la procedura.
Vent’anni di cantiere mancato
Così, mentre si susseguono gli annunci per l’avvio dei lavori, ciò che emerge dai documenti tecnici racconta una realtà differente. Ricostruendo l’iter a maggio 2026, quello che emerge è un percorso disseminato di inciampi: la Valutazione di Impatto Ambientale ottenuta nel 2009, le prescrizioni archeologiche chiuse solo nel 2018, una Conferenza dei Servizi nel 2022, poi la revisione del progetto, l’adeguamento normativo nel 2023, un altro giro completo di aggiornamenti nel 2024. La fumata bianca è arrivata soltanto nell’ottobre 2024. I lavori dovevano partire nel 2025, nell’ambito dei cantieri previsti per il Giubileo. Siamo nel 2026 e si torna a parlare di VIA.
La determina e la verifica legale
L’8 maggio 2026 Risorse per Roma firma la determinazione 14936 — un atto che ha circolato in silenzio, lontano dai riflettori. Dentro c’è qualcosa di pesante: il raggruppamento incaricato di verificare il progetto definitivo ha rilasciato un parere intermedio sollevando una non Conformità formale sull’efficacia della Valutazione di Impatto Ambientale del 2009, quella confermata nel 2018. Per sciogliere il nodo, Risorse per Roma ha affidato ad uno studio legale privato un parere specialistico, per effettuare le verifiche del caso e sgomberare il campo da ogni dubbio riguardo alla validità della VIA.
Il nodo da superare
Non è una svista da correggere in corsa. La VIA non è una firma tra le tante — è la condizione senza cui l’opera non può avanzare di un centimetro. Finché non si chiarisce se quel documento sia ancora valido ed efficace, il Ponte della Scafa resta dov’è sempre stato: su un foglio.
Un’infrastruttura strategica
Il nuovo Ponte della Scafa, che attraverserà il Tevere per collegare Ostia ad Isola Sacra, è una delle infrastrutture più attese del quadrante sud-ovest di Roma. L’opera punta a fluidificare i collegamenti con l’aeroporto di Fiumicino, migliorare l’accesso al Parco archeologico di Ostia Antica e alleggerire la pressione del traffico su una delle direttrici più congestionate della Capitale.




















