Un clamoroso giro di ricettazione di alta profumeria è stato smantellato dalla Polizia Locale di Roma Capitale nello storico mercato domenicale di Porta Portese. Gli agenti hanno sequestrato oltre 1300 prodotti di lusso, per un valore stimato di 150mila euro, venduti illegalmente attraverso l’esibizione di fatture fiscali false.
Cinque denunce per ricettazione aggravata a Roma: il business illegale del profumo di marca gestito da un 46enne. Polizia locale a caccia dei magazzini depredati
L’operazione investigativa, disposta dal Comando Generale del Corpo e condotta insieme al Direzione Sicurezza Urbana e dall’Unità Spe, ha preso il via durante i consueti controlli tra i banchi del mercato più famoso di Roma.
Qui, a saltare agli occhi degli agenti la scorsa domenica, il contrasto tra il contesto popolare e la presenza di un immenso assortimento di prodotti di alta profumeria, teoricamente destinati a esclusive boutique.
Ad insospettire gli agenti, è stato proprio il titolare di uno dei banchi di vendita che, per giustificare il possesso di quella merce così preziosa, ha esibito una documentazione fiscale che è apparsa fin da subito di dubbia autenticità. I successivi accertamenti sui documenti hanno confermato i sospetti degli investigatori, svelando un sistematico ricorso a fatture false per mascherare un business illegale.
Il maxisequestro e la rete dei ricettatori
L’intervento decisivo è scattato nella mattinata di ieri domenica 7 giugno a Porta Portese, quando le forze dell’ordine hanno bloccato l’attività commerciale e proceduto al controllo definitivo. Sotto i tendoni del mercato si nascondeva un vero e proprio tesoro illegale composto da più di 1300 articoli, tra profumi e cosmetici d’alta gamma, il cui valore sul mercato legale avrebbe sfiorato i 150mila euro.
Il gestore del banco, un uomo di 46 anni con cittadinanza italiana, non era nuovo a simili espedienti, risultando già gravato da precedenti penali specifici per reati della stessa natura.
Per lui e per altre quattro persone coinvolte a vario titolo nella gestione della “bancarella” del lusso che costa poco, è scattata la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di ricettazione aggravata in concorso, mentre l’intera merce è stata posta sotto sequestro.
La caccia ai magazzini e l’appello ai commercianti
Il lavoro della Polizia Locale a quel punto non si è fermato all’intervento di ieri ma si è sposta sul fronte della tracciabilità. Gli investigatori stanno effettuando meticolose verifiche sui codici identificativi impressi sulle confezioni dei profumi sequestrati per ricostruire l’esatta provenienza dei lotti e individuare i depositi o i magazzini commerciali da cui la merce è stata originariamente rubata prima di essere immessa sul circuito parallelo.
Nell’ambito di questa complessa attività di identificazione dei beni, il Comando della Polizia Locale ha lanciato un appello pubblico, restando a completa disposizione dei cittadini e dei commercianti romani che abbiano subito e regolarmente denunciato furti nei mesi passati, invitandoli a presentarsi per favorire ogni riscontro utile al riconoscimento e alla successiva riconsegna delle fragranze recuperate.


















