Truffa delle tre campanelle senza sosta a Roma. Il bilancio degli ultimi blitz contro i ‘campanellari’: un arresto, 16 denunce, un allontanamento di un cittadino comunitario e un’espulsione con trattenimento immediato presso il CPR di Ponte Galeria. La Polizia di Stato nella Capitale è scesa in campo per mettere un freno ai raggiri seriali delle “tre campanelle” (o delle tre carte).
Dopo la maxi rissa a Fontana di Trevi, scatta il piano straordinario in Centro. Un arresto, 16 denunce e un allontanamento al Cpr: così Polizia e Carabinieri blindano i monumenti dalla truffa delle “tre campanelle”
Il fenomeno, che da tempo bersaglia le aree a più alta densità turistica, viene ora contrastato con una strategia strutturata. Gli agenti del I Distretto Trevi Campo Marzio e l’Ufficio Immigrazione della Questura stanno lavorando in sinergia per colpire i truffatori non solo nel momento del reato, ma anche nella loro permanenza sul territorio, monitorando i precedenti e applicando misure amministrative per impedirne il ritorno.
La mappa del raggiro: da Fontana di Trevi alla Terrazza del Pincio
L’accelerazione dei controlli è scattata dopo la maxi rissa esplosa lo scorso maggio a Fontana di Trevi, un episodio che aveva riacceso i riflettori sulla sicurezza del Centro Storico. Per giorni, pattuglie in divisa e agenti in borghese hanno setacciato via del Lavatore, via del Corso, piazza di Spagna e piazza Navona.

Tuttavia, il business delle scommesse truccate è tutt’altro che arginato: le bande hanno semplicemente cambiato zona, dimostrando una spiccata capacità di adattamento. L’ultimo avamposto è la Terrazza del Pincio. Proprio ieri pomeriggio, i truffatori hanno allestito il loro banchetto alla fine delle scale del parco, un punto di passaggio obbligatorio per centinaia di visitatori.
La tecnica del “banco”Â
Il modus operandi è sempre lo stesso, collaudato ed efficace. C’è il “croupier” che muove freneticamente le campanelle; ci sono le finte turiste (in questo caso due ragazze) che puntano e vincono continuamente per dimostrare quanto sia facile guadagnare; infine, nascosto tra la vegetazione, c’è il “palo”, pronto a dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine. Un teatrino che anche ieri ha permesso alla banda di “fare cassa” a spese dei turisti per tutto il pomeriggio.
Dal bluff alla rapina: il precedente a Ponte Sant’Angelo
Che non si tratti di un semplice gioco d’azzardo stradale, ma di una vera e propria attività criminale spesso violenta, lo dimostrano i precedenti recenti. Lo scorso primo giugno, a Ponte Sant’Angelo, la truffa si è trasformata in rapina.
Una turista di 26 anni, attirata dal capannello di persone e convinta dai complici di avere ottime possibilità di vincita, ha puntato i primi 100 euro. In quel momento, sfruttando la sua distrazione, uno dei membri della banda le ha strappato dalle mani altri mille euro in contanti. Quando la ragazza ha tentato di reagire, è stata spintonata con forza per garantire la fuga del gruppo.
Grazie alle telecamere di videosorveglianza della zona e al successivo riconoscimento fotografico da parte della vittima, i Carabinieri del Comando Piazza Venezia sono riusciti a identificare e denunciare a piede libero i responsabili: cinque cittadini romeni (due uomini e tre donne tra i 25 e i 37 anni), tutti senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti specifici. L’accusa per loro è di concorso in truffa e rapina impropria.

















