Falco recuperato dai guardiaparco sulla spiaggia di Lavinio, ora lo stanno sottoponendo alle cure più adeguate al suo precario stato di salute.
Falco recuperato dai guardiaparco sulla spiaggia di Lavinio grazie alla segnalazione di un passante
L’intervento tempestivo dei guardiaparco del Parco dei Castelli Romani e della Riserva di Tor Caldara ha permesso di mettere in sicurezza un esemplare di falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), in evidente stato di debilitazione e recuperato grazie all’intervento di un passante che ha prontamente segnalato la presenza del rapace alle autorità competenti.

Il trasferimento e le cure
Il falco è stato successivamente trasferimento presso il Centro di recupero della fauna selvatica del Parco nazionale del Circeo, situato nell’area naturalistica di Fogliano (LT), una struttura di eccellenza per la cura e la riabilitazione degli animali selvatici in difficoltà.
Il rapace, specie di grandissimo valore naturalistico e rigorosamente protetta dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, è stato tratto in salvo e affidato alle cure di una struttura specializzata.
L’esemplare sarà immediatamente sottoposto a tutti gli accertamenti veterinari necessari e riceverà le cure del caso.
I sanitari seguono il decorso con attenzione: l’obiettivo principale resta la riabilitazione biologica.
Non appena le sue condizioni lo consentiranno, il volatile sarà reintrodotto in natura nel proprio habitat, per riprendere il suo ciclo vitale.
Uno splendido esemplare
Questo splendido rapace diurno, appartenente alla famiglia degli Accipitridi, è diffuso in Europa ed è presente anche in Italia durante il periodo riproduttivo.
Si tratta di una specie migratrice straordinaria che trascorre l’inverno nell’Africa tropicale, affrontando ogni anno lunghi e rischiosi viaggi transcontinentali.
Il falco è facilmente riconoscibile per la silhouette slanciata, le ali lunghe con un’apertura che può raggiungere i 130 centimetri, e la testa piccola. Il suo piumaggio è estremamente variegato, caratterizzato da un ventre chiaro e da evidenti “barre” scure sulle penne del volo e sulla coda che lo distinguono nettamente dalla comune poiana.
Cosa mangia
Oltre alla sua bellezza, il pecchiaiolo vanta un’alimentazione particolarmente specializzata: si nutre prevalentemente di larve, pupe e nidi di imenotteri, soprattutto vespe e api selvatiche. Grazie a questa dieta mirata, contribuisce in modo naturale all’equilibrio degli ecosistemi forestali.
Il recupero di questo esemplare evidenzia ancora una volta l’importanza cruciale della collaborazione tra cittadini, aree protette e centri specializzati, una rete fondamentale per difendere la biodiversità del territorio.


















