Dalle prime ore della mattina gli uomini della Guardia di Finanza stanno conducendo una maxi operazione antidroga a Ostia. I militari stanno dando esecuzione a una serie di provvedimenti nell’ambito di una complessa e articolata indagine incentrata sul traffico di sostanze stupefacenti, che punta a disarticolare le reti criminali radicate sul territorio. L’epicentro del blitz è la zona delle cosiddette “Case Rosse” di Ostia, un’area da tempo sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori per il controllo delle piazze di spaccio.

In azione reparti speciali, unità cinofile e un elicottero dei militari. Operazione antidroga a Ostia
L’imponente dispositivo messo in atto dalle Fiamme Gialle per l’operazione antidroga a Ostia vede l’impiego di un massiccio contingente di uomini e mezzi. Alle operazioni partecipano le unità specializzate “Antiterrorismo e Pronto Impiego” e le “cinofile antidroga”, fondamentali per le perquisizioni e la ricerca di carichi nascosti. L’azione sul campo è supportata dai militari del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata), esperti nel contrasto alle organizzazioni complesse, mentre dall’alto un elicottero del Reparto Operativo sta sorvolando l’intera zona per monitorare i movimenti dall’alto e impedire tentativi di fuga.

Il “market della droga” protetto dalle grate: ecco come funzionava lo spaccio
Nel corso dell’operazione antidroga a Ostia è stato sottoposto a sequestro quello che viene ritenuto dagli inquirenti un vero e proprio “market della droga” organizzato nei minimi dettagli per garantire la continuità dello spaccio e, al tempo stesso, la massima protezione dai controlli delle forze dell’ordine. Per schermare la loro attività, i pusher hanno letteralmente sfondato la muratura perimetrale. In questo modo è stato ricavato un varco d’affaccio strategico verso l’esterno. Dietro la fessura è stata installata una grata in ferro battuto, utilizzata come barriera difensiva: uno schermo protettivo dal quale gli spacciatori, rimanendo al sicuro all’interno del locale, passavano le dosi e ricevevano il denaro, riducendo al minimo il rischio di contatti diretti.
L’ordinanza del Gip e gli arresti
I militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Sono 29 gli indagati, tutti italiani, raggiunti dal provvedimento: accusati a vario titolo di traffico di droga, produzione e detenzione di stupefacenti, violazione di sigilli e autoriciclaggio — reati che la legge considera ad alto indice di pericolosità sociale. Per 24 di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre altri 2 sono stati messi ai domiciliari. Contemporaneamente agli arresti portati a termine nel corso dell’operazione antidroga a Ostia, le abitazioni degli indagati sono state passate al setaccio. Le perquisizioni miravano a scovare denaro, beni e conti in entrata difficili da spiegare: tutto ciò che risulta fuori proporzione rispetto agli stipendi dichiarati e alle attività economiche ufficiali è stato immediatamente sottoposto a sequestro preventivo.
Il giro d’affari milionario
Stando a quanto emerso finora, gli indagati gestivano un traffico di droga tutt’altro che improvvisato: tra le cento e le centocinquanta dosi vendute ogni giorno, con una logistica degna di un’azienda vera e propria. In nove mesi di indagine, il giro d’affari stimato ha superato il milione di euro. Il denaro guadagnato non veniva lasciato fermo: i proventi finivano in circuiti di autoriciclaggio, ripuliti e reimmessi nel sistema per nasconderne l’origine illecita e tornare a fruttare.

Turni di spaccio h24 e vedette
A tenere in piedi la macchina erano pusher operativi tutto l’anno, su turni che coprivano le ventiquattro ore senza soluzione di continuità. A fare da scudo, una rete di vedette dislocate nei punti di spaccio e nei dintorni, pronte a lanciare l’allarme al minimo segnale di una pattuglia o di una presenza sospetta. Il sistema girava a pieno regime soprattutto nei weekend e nei giorni di festa, quando la domanda saliva e con lei anche i volumi di vendita: oltre duecento dosi al giorno, in certi casi.
Il sistema di “delivery” della droga
Per massimizzare i guadagni e non perdere clienti, l’organizzazione aveva messo in piedi anche un servizio di consegna a domicilio. Un vero e proprio sistema di “delivery” della droga: i corrieri raggiungevano gli acquirenti direttamente a casa, muovendosi con mezzi propri o con veicoli messi a disposizione dal gruppo.
Nel mese di novembre dello scorso anno, gli stessi luoghi colpiti oggi dal blitz della Guardia di Finanza, nella zona di Nuova Ostia, erano stati oggetto di un’altra operazione condotta dai Carabinieri. Anche in quella circostanza fu smantellata una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24 e vennero arrestate 12 persone.
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