Castel Porziano come Punta Marina? Sorpresa per i pavoni che girano per l’Infernetto

Anche a Castel Porziano i pavoni girano a ridosso della pineta destando curiosità ma c’è anche chi non vede la cosa di buon occhio

Castel Porziano e Punta Marina, piccolo centro balneare situato sulla costa ravennate e simile sotto il profilo ambientale alla tenuta romana del presidente della Repubblica, condividono, ora, un altro aspetto: la presenza di una nutrita colonia di pavoni che si è spinta sulle strade dell’Infernetto. Una presenza che ha suscitato sorpresa ma  anche polemiche.

Anche a Castel Porziano i pavoni girano a ridosso della pineta destando curiosità ma c’è anche chi non vede la cosa di buon occhio

Se nella località adriatica il numero di quest’affascinante specie di uccelli è passato da una quarantina nel 2023 a circa cento dell’ultimo censimento, a ridosso del litorale romano in via di Castel Porziano all’altezza di via Egna ne sono stati immortalati sette che stavano attraversando la strada.

C’è sa chiedersi se, anche nelle vicinanze di Ostia, stia prendendo piede un fenomeno di ripopolazione dell’habitat naturale destinato a transitare dalla legittima curiosità di immortalare questi straordinari esemplari con i cellulari, al fastidio di doverne poi sopportare un’eventuale invasione peraltro favorita dalla cattiva abitudine, di residenti e visitatori, di foraggiarli.

Una pacifica invasione o una fake news?

A Punta Marina, infatti, c’è chi lamenta si stia scatenando una vera e propria emergenza o, nella migliore delle ipotesi, di una situazione di caos caratterizzata da pavoni che passeggiano tra le villette ovvero transitano tra parcheggi e stabilimenti balneari spingendosi oltre le aree selvatiche dove, fino a poco tempo fa, vivevano protetti dalla curiosità dell’essere umano.

Le polemiche

Intanto nella zona dell’Infernetto, il quartiere residenziale limitrofo alla pineta dove i pavoni sono stati fotografati accanto a chi giura di non averli mai visti e invita chi guida alla massima attenzione c’è qualcun altro che sa da dove provengano.

Si tratterebbe di una piccola colonia ospite di una residenza sanitaria per anziani che si concede, una tantum, qualche giretto sulla strada ma che, nella maggioranza dei casi, utilizzano sentieri alternativi alla strada dove transitano numerose automobili.

Così a chi, sommessamente, fa notare che i pavoni in quel luogo ci sono sempre stati ci sono altri che ammettendo si tratti di animali innocui rimarca come in mezzo alla strada siano pericolosi a parte chi non capisce come mai questi uccelli ormai stanziali non vengano custoditi a dovere e siano liberi di circolare in mezzo alle macchine e cani di grossa taglia.

In realtà come tanti fenomeni che suscitano dibattito sui social, anche in questo caso, non è semplice capire dove finisca il clamore più o meno giustificato di una notizia e dove si inizi a sconfinare nel campo delle fake news quanto meno in termini di proliferazione della specie in questione.

Le cause della proliferazione

Nel caso di Punta Marina la proliferazione di questi individui è, in ogni caso, stata agevolata dalla presenza di una vasta pineta costiera che, al pari del litorale romano, offre loro un’adeguata protezione dallo sguardo indiscreto delle persone, ma anche un luogo ideale per le fasi di riproduzione e di nidificazione.

Un fattore ambientale che non sarebbe stato, tuttavia da solo, sufficiente a innescare la diffusione demografica del fenomeno se non ci si fosse messo di mezzo l’intervento umano con le sue contraddizioni. Nutrire i pavoni, tra l’altro in aperta violazione delle norme che lo proibiscono, altera i loro movimenti naturali spingendoli ad avvicinarsi, con sempre maggiore frequenza, alle case e ai giardini urbani.