Un professionista romano è stato aggredito nella tarda mattinata di ieri all’esterno del proprio ufficio nella periferia est di Roma. L’uomo è finito in ospedale con una prognosi di un mese, a causa di una ferita riportata durante la colluttazione, con due uomini, con il volto coperto da maschere horror.
Caccia al complice della rapina mascherata che ha sconvolto il quartiere: l’uomo è riuscito a far perdere le tracce durante la fuga dal pestaggio
Due malviventi sono comparsi improvvisamente in strada con i volti completamente travisati da grottesche maschere in silicone, stringendo tra le mani un revolver calibro trentotto special carico e pronto a fare fuoco in pieno giorno.
L’obiettivo dei criminali era strappare l’orologio dal polso della vittima, ma la reazione immediata del professionista e dei colleghi presenti ha scatenato il caos, trasformando l’azione in una rapina fallita.
I presenti si sono scagliati contro i due aggressori per difendere il collega, mentre parallelamente partiva la prima chiamata d’emergenza al numero unico per le emergenze 112. Il supporto compatto dei testimoni ha costretto i malviventi a desistere dal loro intento criminale, spingendoli a fuggire in direzioni opposte per evitare il linciaggio e l’immediato arrivo delle forze dell’ordine.
La caccia all’uomo e l’arresto
La Sala Operativa della Questura di Roma ha attivato istantaneamente il dispositivo di controllo del territorio, diramando le descrizioni dei fuggitivi alle pattuglie della zona. I primi a intercettare la chiamata sono stati gli investigatori del Distretto Casilino, supportati da una pattuglia del pronto intervento.
Così gli agenti hanno perimetrato e bloccato via delle Naiadi, dove sono riusciti a fermare uno dei fuggitivi, visibilmente trafelato e rimasto senza una scarpa, persa sull’asfalto durante la folle corsa.
La ricostruzione della dinamica ha poi confermato che il giovane era stato braccato a vista dalla vittima e da alcuni cittadini, che non lo hanno mai perso d’occhio. Durante la fuga disperata l’indagato ha perso anche la pistola e la maschera.
Un ruolo determinante per il rintraccio dell’arma è stato giocato da un poliziotto in pensione casualmente presente sul posto, che l’ha recuperata e messa in sicurezza.
I rilievi della scientifica e il finto alibi
Gli accertamenti tecnici eseguiti sul revolver hanno rivelato che l’arma, contenente sei cartucce inserite nel tamburo e pronta a sparare, era stata rubata circa nove anni fa in circostanze su cui ora indagano gli inquirenti.
La maschera deforme in silicone e la scarpa sinistra dell’indagato sono state sequestrate sul posto dagli specialisti della Polizia Scientifica per i successivi rilievi. Le indagini sono poi proseguite nella stessa giornata all’interno dell’abitazione del fermato, un ventiquattrenne romano con precedenti specifici.
Gli investigatori hanno rinvenuto il telefono cellulare del ragazzo sul comodino della camera da letto, acceso e agganciato alla cella domestica, un espediente studiato per precostituirsi un alibi perfetto.
Il 24enne romano è stato trasferito nella casa circondariale di Regina Coeli con le pesanti accuse di tentata rapina, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione della pistola. E’ caccia al complice, riuscito invece a fare perdere le tracce.


















