Cinque tonnellate di pesce sequestrate a Roma: gravi irregolarità alimentari e multe per 11mila euro

Controlli della Guardia Costiera portano al sequestro di 5 tonnellate di pesce destinate al commercio senza tracciabilità regolare e con prodotti scaduti

La Guardia Costiera di Roma Fiumicino, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca di Civitavecchia, ha concluso una complessa attività investigativa che ha portato al sequestro di oltre 5 tonnellate di prodotto ittico destinate alla commercializzazione nella Capitale.

Controlli della Guardia Costiera portano al sequestro di 5 tonnellate di pesce destinate al commercio senza tracciabilità regolare e con prodotti scaduti

L’operazione è scattata dopo una serie di ispezioni, controlli sul territorio e verifiche documentali svolte dai militari della Capitaneria di Porto. Durante l’ispezione in un’attività operante nella vendita all’ingrosso di pesce, i controllori hanno scoperto gravi irregolarità legate alla tracciabilità degli alimenti.

L’operazione conferma l’intensificazione dei controlli sulla filiera alimentare e sulla vendita di prodotti ittici.

Cinque tonnellate di pesce sequestrate a Roma: gravi irregolarità alimentari e multe per 11mila euro 1

Nel dettaglio, le verifiche della Guardia Costiera proseguiranno anche nelle prossime settimane per contrastare frodi commerciali, irregolarità sanitarie e casi di mancata tracciabilità.

Secondo quanto accertato, oltre 5 tonnellate di pesce erano pronte per essere immesse sul mercato senza documentazione idonea a certificarne la provenienza lecita e regolare. Per questo motivo il prodotto è stato sottoposto a sequestro amministrativo, mentre ai responsabili sono state contestate sanzioni complessive superiori a 11mila euro.

Una parte delle oltre 5 tonnellate sequestrate sarebbe stata inoltre commercializzata nonostante la data di scadenza fosse già stata superata da tempo. Una situazione ritenuta particolarmente grave dagli investigatori perché potenzialmente rischiosa per la salute dei consumatori.

Nel corso dei controlli, ulteriori sanzioni sono state fatte anche anche a un sushi bar della provincia appartenente a una nota catena nazionale. In questo caso i militari hanno contestato l’assenza di informazioni obbligatorie relative al Tobiko, uova di pesce volante utilizzate nella preparazione del sushi.

Il prodotto contiene il colorante alimentare E129 che, secondo la normativa europea, deve essere segnalato chiaramente ai consumatori attraverso menù o libri ingredienti per informare sui possibili effetti legati all’attenzione e all’attività dei bambini. L’omissione delle indicazioni previste ha portato a una sanzione fino a 10mila euro.