Si spacciava per George Washington o per il supereroe Capitan America, ma la sua attività principale era quella di incendiare i cassonetti dei rifiuti nel cuore del quartiere Parioli. I Carabinieri hanno denunciato un 26enne di origini bosniache, senza fissa dimora, ritenuto il responsabile del rogo doloso che la notte del 10 aprile scorso ha seminato il panico in via Paisiello. In quell’occasione, le fiamme avevano avvolto diversi contenitori dell’Ama e solo l’intervento dei Vigili del Fuoco aveva evitato che il rogo si propagasse alle auto in sosta o ai palazzi vicini.Le indagini, partite immediatamente dopo i fatti, si sono concentrate sull’analisi meticolosa dei sistemi di videosorveglianza della zona. E incrociando i frame delle telecamere con il controllo costante del territorio, i militari sono riusciti a dare un volto all’uomo.
Denunciato il piromane dei cassonetti che ha colpito ai Parioli: era solito provare ad eludere i controlli attribuendosi nomi di personaggi famosi. L’ultima volta, ha detto di essere George Washington
Ciò che ha stupito gli investigatori, però, è stata l’incredibile spregiudicatezza con cui il giovane era solito tentare di eludere i controlli. Il 26enne, infatti, è risultato essere un pregiudicato con ben 31 “alias” a carico. Ogni volta che veniva fermato, forniva generalità palesemente false attingendo a icone della storia e della cultura pop: negli archivi delle forze dell’ordine era finito di volta in volta come “Julius Caesar”, “Dan August” (il detective di una nota serie tv) e persino “Steve Rogers”, meglio noto come Capitan America. Nell’ultimo accertamento, con un pizzico di spavalderia, si era presentato ai militari come “George Washington”.
Ovviamente, il gioco delle identità non è bastato a salvarlo dalla denuncia. I Carabinieri della Compagnia Roma Parioli hanno depositato un’informativa alla Procura della Repubblica, richiedendo l’emissione di una misura cautelare nei confronti dell’indagato per porre fine alla sua scia di roghi nel quartiere.
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