La danza delle balenottere sul litorale di Fiumicino e questa volta per fortuna lontano dalla spiaggia

La danza delle balenottere al largo della cittadina tirrenica testimonia la vitalità di questo tratto di mare

Un avvistamento facilitato dall’aria limpida e dal mare calmo ha aperto il sipario a una danza di alcune balenottere avvistate circa tre miglia al largo della costa di Fiumicino. Ma questa volta non si tratta di esemplari spiaggiati dopo essere deceduti per cause di salute bensì di un inno alla vita del Tirreno, anche perché del piccolo branco faceva parte anche un cucciolo.

La danza delle balenottere al largo della cittadina tirrenica testimonia la vitalità di questo tratto di mare

I cetacei incrociavano nello specchio d’acqua compreso tra lo storico ristorante Bastianelli al Molo e le piattaforme petrolifere, in quel punto un gruppo di pescatori ha vissuto un incontro ravvicinato che rimarrà per sempre impresso nella loro memoria.

Almeno quattro o cinque esemplari di balenottere hanno giocato a inseguire la scia della loro imbarcazione.

Trovarsi faccia a faccia con i mastodontici signori del mare è comunque un’esperienza che toglie il fiato anche a un vecchio lupo di mare.

Le sagome scure, forse impegnate in una sorta di rituale acquatico, hanno nuotato appena sotto il pelo dell’acqua per poi mostrare la loro maestosa pinna caudale prima dell’ennesima immersione preceduta dalla tipica ‘soffiata’: una colonna di vapore verticale che, espulsa dal dorso attraverso uno sfiatatoio, può raggiungere i sei metri d’altezza, ed è udibile distintamente soprattutto nel silenzio del mare aperto.

Non si tratta di un caso isolato ma in molti casi precedenti questa particolare specie di mammiferi aveva dato prova della sua presenza nei pressi della costa laziale in modo macabro.

Tra meraviglia e fragilità: i precedenti

Se l’avvistamento di ieri rappresenta il lato luminoso della biodiversità, la storia del litorale romano è infatti stata spesso segnata anche da eventi più drammatici.

Nel mese di giugno del 2024, un cucciolo morto di balenottera comune si era spiaggiato a Passoscuro, ormai privo di testa e coda. Abbandonato per diversi giorni sull’arenile prima che venisse finalmente rimosso i suoi resti erano diventati una triste attrattiva di bagnanti lacerati tra curiosità, disgusto e pena per quella fine così prematura.

Nel mese di maggio del 2020, a Fregene, fu la volta di una rara balenottera di lunghezza inferiore a due metri e mezzo, probabilmente lo stesso esemplare che alcuni giorni prima era stato visto nuotare disorientato nel porto di Anzio.

Anche in quel caso c’era voluto del tempo prima che quel tristissimo spettacolo fosse cancellato dalla spiaggia dove il piccolo cetaceo si era arenato.

In quella circostanza i biologi marini confermarono come le acque di Fiumicino siano diventate, con il tempo, un punto di riferimento per il transito di questi grandi pesci. Sebbene le balenottere prediligano il Santuario dei Cetacei situato nel Mar Ligure, il Tirreno centrale si conferma un corridoio vitale, talvolta frequentato per la caccia, come accadde nel 2008 a Focene, quando uno di questi esemplari si spinse a meno di 100 metri dalla riva all’inseguimento di un banco di sardine.

La memoria storica

Ma il pensiero dei residenti più anziani corre tuttavia ai primi anni ’70, quando sulla spiaggia di Fregene si consumò una sorta di dramma collettivo. Una balena di 18 metri arrivò viva fin sulla battigia. Per due giorni, l’intera comunità balneare si mobilitò in un tentativo di salvataggio eroico quanto artigianale, cercando di riportare il gigante verso il largo. Nonostante gli sforzi, l’animale non sopravvisse, restando per giorni sulla sabbia come un monumento alla fragilità della natura.

L’avvistamento di ieri racconta, invece, una storia diversa: quella di una natura viva e potente che, a pochi chilometri dal caos della Capitale, continua a rivendicare i propri spazi, regalando momenti di pura meraviglia a chi ha la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

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