Raid nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale Sandro Pertini: il piano dei ladri tra i pazienti ricoverati

Allarme furti negli ospedali: ladri tra le corsie del Pertini con la tecnica dell'infiltrazione nei reparti

L'ingresso dell'Ospedale Sandro Pertini - foto d'archvio

Un’operazione di contrasto alla criminalità predatoria ha messo fine a un’odiosa serie di furti consumati all’interno del perimetro sanitario della Capitale. L’episodio più grave si è registrato presso l’Ospedale Sandro Pertini, situato nel quartiere Pietralata e afferente alla ASL Roma 2, dove un gruppo di malviventi ha agito direttamente nei reparti di degenza, violando la sicurezza di pazienti in condizioni di estrema vulnerabilità.

Allarme furti negli ospedali: ladri tra le corsie dell’Ospedale Sandro Pertini con la tecnica dell’infiltrazione nei reparti

Negli ultimi giorni, l’attività degli agenti si è concentrata proprio nel contrastare chi, mimetizzandosi tra i visitatori, punta a sottrarre borse, portafogli e dispositivi elettronici.

Le zone più colpite hanno riguardato i quartieri di Ostiense e San Paolo e Pietralata, quadranti dove la presenza di poli sanitari di rilievo è costante. Qui, le forze dell’ordine hanno dovuto fronteggiare situazioni in cui il reato predatorio si è consumato all’interno dei presidi, spesso in danno di persone in stato di fragilità o operatori impegnati nelle loro mansioni.

In un caso specifico, l’intervento si è reso necessario per neutralizzare un tentativo di furto che, per le modalità d’azione, rischiava di trasformarsi in una situazione di pericolo per i presenti. L’azione criminale si è consumata venerdì scorso, quando i ladri hanno messo a segno un vero e proprio raid tra le corsie del presidio di via dei Monti Tiburtini. Sfruttando la semi-oscurità e il silenzio dei corridoi, i soggetti si sono introdotti nel reparto di Cardiologia, muovendosi con rapidità tra i letti dei pazienti ricoverati.

La tecnica utilizzata è stata quella del “passaggio silenzioso”: approfittando del riposo dei degenti, i malviventi hanno rovistato nei comodini e tra gli effetti personali alla ricerca di denaro contante, smartphone e preziosi.

La gravità dell’evento risiede non solo nel danno economico, ma nel trauma arrecato a persone già provate dalla malattia, nell’infiltrazione all’interno di un’area critica come Cardiologia.

L’intervento del Commissariato Sant’Ippolito

L’allarme è scattato immediatamente grazie alla segnalazione interna che ha attivato le forze dell’ordine. Gli agenti del Commissariato Sant’Ippolito, competenti per territorio, sono intervenuti con rapidità, bloccando l’azione prima che i responsabili potessero dileguarsi nelle vie limitrofe del quadrante di Pietralata.

La conoscenza della planimetria del nosocomio e la velocità d’esecuzione hanno permesso ai poliziotti di individuare i sospetti e procedere al loro arresto, recuperando la refurtiva sottratta poco prima.

L’operazione si inserisce in una più vasta attività di controllo nei presidi ospedalieri romani, dove la Polizia di Stato ha intensificato la vigilanza per prevenire reati predatori. Oltre al Pertini, episodi simili sono stati neutralizzati nei quartieri Ostiense, Mostacciano e San Paolo, confermando una tendenza preoccupante che vede le strutture sanitarie come bersagli mobili della microcriminalità urbana.

L’azione di contrasto si è sviluppata attraverso un monitoraggio costante dei transiti sospetti. Proprio durante questi pattugliamenti, sono stati individuati soggetti pronti a colpire o già in possesso di refurtiva sottratta poco prima.

La tecnica utilizzata è quella dell’opportunità: i ladri si aggirano nelle aree comuni, come sale d’attesa o spogliatoi, attendendo il momento di distrazione delle vittime per impossessarsi di zaini o oggetti lasciati incustoditi anche solo per pochi istanti.

Monitoraggio e presunzione di innocenza

Il presidio di via dei Monti Tiburtini resta ora sotto stretta osservazione per evitare che simili incursioni possano ripetersi. Le indagini coordinate dal Commissariato Sant’Ippolito mirano ora a verificare se gli arrestati siano responsabili di altri colpi avvenuti con le stesse modalità in altri ospedali della ASL Roma 2.