Pubblicata e già bocciata in partenza dal Comitato Pendolari della Roma Lido. E’ la lista degli obbiettivi che Cotral si ripromette di raggiungere nel 2026 dopo la pubblicazione nella giornata di ieri, sabato 4 aprile, della Carta di Qualità dei servizi.
Nella Carta di Qualità dei servizi della Metromare un lungo elenco di obiettivi ai limiti dell’impossibile visti i precedenti
“Cosa ci aspetta dopo Pasqua?” Si chiede l’organismo rappresentativo dei viaggiatori che utilizzano con frequenza la metroferrovia che collega Ostia alla capitale.
“Treni nuovi? Impossibile. Usati ma revisionati e finalmente in linea? Improbabile, soprattutto se non aumenta il personale viaggiante, che ormai scarseggia. Più corse nelle ore di punta coi treni ed equipaggi già disponibili? Difficile se dirigenza di movimento e della Direzione generale dell’azienda di trasporti non si attiveranno in tal senso”.
“Ma, allora -si chiede il Comitato- quali impegni in questa primavera Cotral prenderà coi suoi clienti?”.
L’elenco dei pii desideri è contenuto da pagina 71 in poi del documento ed è una lunga lista di obiettivi di difficile, per non dire impossibile, realizzazione.
Si passa dal “giudizio complessivo iniziale” che comprende “regolarità del servizio, rispetto alle corse programmate, frequenza e disponibilità delle stesse corse, integrazione con le altre modalità di trasporto pubblico locale, nonché rispetto degli orari di partenze e arrivo, oltre che rapporto tra qualità e prezzo del servizio offerto”.
Miraggi allo stato evanescente soprattutto se si balza agli occhi il capitolo dei parametri qualitativi attinenti al funzionamento delle validatrici e dei tornelli oltreché l’organizzazione del servizio in termini di “affollamento e di possibilità di trovare posto a sedere nelle ore di punta”, per non parlare della “pulizia dei mezzi, integrità e decoro dei convogli nonché adeguatezza della temperatura interna e della climatizzazione”.
Insomma un lungo elenco di voci che attendono al varco le modalità di esercizio dell’intera attività. In sintesi una sfida ai limiti dell’impossibile sotto la teorica spada di Damocle dei risarcimenti che spetterebbero alla clientela laddove quegli stessi parametri non fossero osservati.
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