Incendio a ridosso della tenuta di Castel Porziano: allarme per il fumo nero e tossico nelle abitazioni

Corsa contro il tempo per il vento che sta spingendo l'incendio verso la tenuta: l'aria irrespirabile costringe le famiglie a barricate domestiche per evitare un'intossicazione 

Il quadrante dell’Infernetto a ridosso della tenuta di Castel Porziano, è tornato a tremare sotto il peso di un’emergenza che sembra non concedere tregua a una delle zone più verdi e fragili del litorale romano. Un incendio dalle caratteristiche inquietanti è divampato nel primo pomeriggio di oggi, colpendo duramente l’area compresa tra via della Cacciuta, via Nicolini e la zona dell’Accademia della Guardia di Finanza.

Corsa contro il tempo per il vento che sta spingendo l’incendio verso la tenuta: l’aria irrespirabile costringe le famiglie a barricate domestiche per evitare un’intossicazione

Non è nota l’ampiezza del rogo, ma quel che è certo purtroppo, è che non si tratta di un incendio di sterpaglie, tipico della stagione calda, ma di una combustione violenta che sta sprigionando una colonna di fumo nerissimo, visibile da chilometri di distanza e chiaramente indicativa della presenza di materiali plastici e scarti di varia natura.

La rapidità con cui la nube ha saturato l’aria ha colto di sorpresa i residenti, che si sono ritrovati immersi in un’atmosfera apocalittica in pieno giorno.

Incendio a ridosso della tenuta di Castel Porziano: allarme per il fumo nero e tossico nelle abitazioni 1
La colonna di fumo nero levatasi dall’incendio esploso tra via Nicolini e via della Cacciuta

Il cuore del rogo tra via della Cacciuta e via Nicolini

L’epicentro del rogo secondo le testimonianze dei residenti, è stato individuato con precisione alla fine di via Nicolini, in un punto dove la strada sembra arrendersi al degrado prima di lambire i confini della tenuta presidenziale, dove le fiamme stanno divorando la vegetazione e i cumuli di rifiuti depositati illegalmente.

Via della Cacciuta, arteria principale di questo quadrante, è diventata in pochi minuti un corridoio di aria irrespirabile. La densità del fumo è tale da aver azzerato la visibilità in alcuni tratti dove si attende l’intervento dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e delimitare il perimetro del calore. La zona, pur essendo prevalentemente residenziale, soffre da tempo di una gestione dei lotti incolti che favorisce l’accumulo di materiali tossici.

Il precedente del 2025 e l’incubo dell’evacuazione

Per chi abita in queste strade, l’odore acre che penetra attraverso gli infissi non è una novità, ma un trauma che si ripresenta con regolarità. La memoria collettiva torna immediatamente al luglio del 2025, quando un evento analogo ma di proporzioni ancora più vaste richiese l’evacuazione d’urgenza di decine di abitazioni proprio in via della Cacciuta. In quell’occasione, le fiamme minacciarono direttamente le strutture abitative, rendendo necessario l’intervento massiccio di canadair ed elicotteri.

Oggi, il timore che la situazione possa degenerare nuovamente è palpabile nelle voci dei cittadini che monitorano l’avanzata della nube. Molti abitanti, istruiti dalle passate emergenze, hanno scelto autonomamente di barricarsi in casa, sigillando le finestre per tentare di non fare entrare il fumo che sta saturando l’aria.

Il rischio tossicità e la vicinanza a Castel Porziano

La preoccupazione maggiore per la salute pubblica deriva dalla qualità della combustione. Il colore della colonna che si innalza sopra via Nicolini indica inequivocabilmente che ad ardere sono derivati del petrolio, plastiche e forse materiali edili abbandonati.

Questo mix sprigiona diossine e altre particelle sottili che rappresentano un rischio immediato per le vie respiratorie. La vicinanza con la Tenuta di Castel Porziano aggrava ulteriormente il quadro: il confine verde tra l’abitato e la riserva naturale è a un passo, e il vento di Maestrale sta spingendo il fumo e le braci anche verso il prezioso patrimonio boschivo. L’incendio urbano dunque potrebbe trasformarsi a breve in un disastro ecologico.

Infernetto: brucia un insediamento abusivo

Le ultime notizie certe sull’incendio in corso, che è divampato a ridosso del canale di Palocco, all’Infernetto, sono che ad andare a fuoco è stato un insediamento di baracche situato all’interno di un terreno privato. Proprio il volume delle fiamme, alimentato da materiali di fortuna tossici, ha generato una colonna di fumo denso visibile in tutto il quadrante, scatenando il panico tra i residenti di via della Cacciuta.

I Vigili del Fuoco sono attualmente impegnati nelle operazioni di spegnimento per circoscrivere il rogo ed evitare che il fuoco raggiunga le abitazioni vicine.