La situazione della famiglia Beccafichi a Civitavecchia è sempre più drammatica: da oltre dieci anni risiedono in una delle casette di legno del quartiere San Liborio, nate come risposta all’emergenza abitativa per garantire un tetto a chi non poteva permetterselo. Oggi però il disagio si aggrava perché, dopo la bocciatura della loro richiesta di sanatoria da parte del Comune, arriva anche la chiusura dei rubinetti dell’acqua, un bene primario essenziale per la vita quotidiana.
La famiglia Beccafichi vive da oltre 10 anni nelle casette di legno in zona San Liborio. Emergenza abitativa e chiusura dei rubinetti mettono a rischio i bisogni primari della famiglia
L’ex Assessore ai servizi Sociali Alessandra Riccetti spiega che la situazione di questa famiglia é nota da tempo ma molto intricata a livello legale: “C’è questa famiglia che ha presentato una richiesta per la sanatoria. I requisiti li hanno e tutto quello che prevede la legge,” raccontano, sottolineando come nonostante rispettino tutte le normative previste, l’amministrazione comunale risponda in modo contraddittorio. Nella risposta di diniego si legge: “non ammissibile in quanto l’abitazione rientra tra gli alloggi per emergenza abitativa e pertanto non rientra tra quelli qualificabili come edilizia residenziale pubblica.”
Da una parte esiste un quadro normativo chiaro, che consente ai Comuni di designare alcuni alloggi come edilizia residenziale pubblica destinata all’emergenza abitativa, dall’altra la decisione appare incomprensibile e ingiusta, soprattutto perché si tratta dell’unica domanda rifiutata tra diciannove richieste, con le altre diciotto ammesse.
L’avvocato della famiglia Beccafichi, Antonello Viola, spiega come sta procedendo la vicenda a livello legale: “Stiamo valutando tutte le azioni possibili per poter far valere i diritti di questo uomo, che ricordiamo è un padre di famiglia con due figli minori,” spiegano i legali che stanno seguendo il caso, evidenziando l’importanza di fare chiarezza e ristabilire giustizia. “E quindi vogliamo in tutti i modi che venga fatta chiarezza sotto ogni profilo per quello che secondo noi è un’ingiustizia che il signor Beccafico sta subendo.”
La nuova emergenza dell’acqua rende la situazione ancora più critica, costringendo la famiglia a gestire i bisogni quotidiani senza alcun supporto. Il signor Patrizio Beccafichi, padre di famiglia, racconta la sua lotta quotidiana, con due figli a carico, minori: “Io sono dal nove marzo che non ho acqua con due figli minori, sto gareggiando la mattina alle quattro al pomeriggio per lavare i piatti, per il bagno, insomma per l’acqua, bene primario. E il Comune ne è a conoscenza, non ci aiuta,” racconta il padre, spiegando come la mancanza di acqua renda impossibile la vita normale. “E che dire? Prima era un’emergenza dentro un’emergenza, adesso ce n’è un’altra ancora, un bene primario l’acqua.”
La famiglia Beccafichi è rimasta anche l’unica a cui è stata bocciata la sanatoria in tutta Civitavecchia: “E mi sono visto anche rifiutare la sanatoria, l’unica sanatoria bocciata in tutta Civitavecchia.”
Questa famiglia rappresenta un caso grave ed emblematico di come le norme sull’emergenza abitativa possano entrare in conflitto con le esigenze quotidiane dei cittadini più vulnerabili e mostra la necessità di un intervento immediato da parte delle istituzioni.
La chiusura dei rubinetti d’acqua e il rifiuto della sanatoria evidenziano come sia fondamentale garantire i diritti delle famiglie, soprattutto quando ci sono minori coinvolti, e come sia urgente trovare soluzioni concrete per assicurare loro accesso a bisogni primari e abitazione dignitosa.
Servizio Video di Riccardo De Paola

















