Omicidio ‘Passerotto’ a Torvaianica: confermato ergastolo per Calderon ma cade l’ipotesi del clan

I magistrati capitolini non riconoscono la natura mafiosa dell'omicidio: smentita la tesi del delitto come espressione della criminalità organizzata

I rilievi per l'omicidio di Simone "Passerotto"

La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha posto un punto fermo sul secondo grado di giudizio per l’omicidio di Selavdi Shehaj detto ‘Passerotto’, ucciso in spiaggia a Torvaianica nel 2020. I giudici hanno confermato la condanna all’ergastolo per Raul Esteban Calderon, tuttavia, la sentenza ha ribadito un punto fondamentale già emerso nel primo grado di giudizio: l’esclusione dell’aggravante del metodo mafioso.

I magistrati capitolini non riconoscono la natura mafiosa dell’omicidio: smentita la tesi del delitto come espressione della criminalità organizzata

La decisione, segna una distanza netta rispetto alle ricostruzioni della Procura Distrettuale Antimafia che vedevano nel delitto una chiara firma dei clan egemoni sulla Capitale.

L’omicidio di Diabolik al Parco degli Acquedotti

Raoul Esteban Calderon è stato condannato all’ergastolo, in primo grado, anche per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, storico capo degli Irriducibili, conosciuto come Diabolik. Il delitto risale al tardo pomeriggio del 7 agosto 2019, quando Fabrizio Piscitelli fu ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre sedeva su una panchina del Parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana. L’azione fu fulminea e brutale, eseguita da un uomo travestito da runner che si dileguò subito dopo lo sparo.

Le indagini hanno identificato in Raul Esteban Calderon, conosciuto anche come Gustavo Alejandro Musumeci, il killer incaricato dell’esecuzione.

Oggi a quella condanna al carcere a vita, per Calderon si aggiunge la conferma della condanna all’ergastolo per l’omicidio di Selavdi Shehaj. 

Nonostante la Procura Generale e i magistrati della DDA, tra cui il sostituto procuratore Francesco Cascini, però, avessero sollecitato il riconoscimento del metodo mafioso nel caso, i giudici d’appello, hanno confermato l’orientamento della sentenza.

Secondo la Corte, l’omicidio non può essere classificato come un’espressione diretta della criminalità organizzata di stampo mafioso, diversamente da quanto sostenuto dai pm che avevano presentato ricorso proprio su questo punto.

La difesa

La Corte di Assise di Appello nel confermare integralmente la sentenza di primo grado ha posto una pietra sul metodo mafioso definitivamente archiviato – dichiara a Canaledieci l’avvocata di Calderon Nicla MoiraghiPer il resto aspettiamo la motivazione della sentenza e impugneremo in Cassazione. La prova regina si reggerebbe su chat criptate, acquisite dalla Francia, e che noi continuiamo a sostenere inutilizzabili perché raccolte in violazione dei nostri principi di diritto”.

Parallelamente, la sentenza della Corte di Assise di Appello ha confermato la condanna all’ergastolo Giuseppe Molisso e l’assoluzione di Enrico Bennato.

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