Una violenta lite per motivi economici tra due coinquilini si è trasformata in un tentato omicidio nella tarda serata di ieri in un appartamento nella zona nord della Capitale, dove l’atmosfera di una convivenza apparentemente tranquilla è stata interrotta dalle urla e dal fendente di un coltelo.
Una lite per questioni economiche ha scatenato la violenza inaudita di un uomo che ha impugnato un coltello e si è scagliato contro il coinquilino
I gravi fatti di sangue che potevano sfociare nell’immediata tragedia, in un appartamento di Via Frassineto a Prima Porta, dove un uomo di 41 anni, di nazionalità cingalese, ha impugnato un coltello da cucina scagliandosi contro il suo connazionale di 63 anni.
Durante la colluttazione, l’aggressore ha sferrato un colpo secco e preciso, centrando la vittima al fianco sinistro e recidendo vasi sanguigni vitali, scatenando un’emorragia che ha reso immediatamente critica la situazione dell’uomo.
La fuga in strada della vittima agonizzante
Nonostante la gravissima ferita riportata, il sessantatreenne è riuscito a trascinarsi fuori dall’appartamento, nel disperato tentativo di chiedere aiuto. I poliziotti, giunti sul posto pochi minuti dopo la segnalazione dei vicini allarmati dal frastuono, lo hanno trovato riverso a terra in strada, ormai privo di forze e in un lago di sangue.
Per l’uomo in condizioni gravissima è stato richiesto l’immediato soccorso degli operatori sanitari dell’ARES 118, che hanno prestato le prime cure sul posto prima di trasferire il ferito d’urgenza verso il pronto soccorso dove i medici hanno confermato la gravità del quadro clinico.
La corsa al Sant’Andrea e la lotta tra la vita e la morte
Le condizioni del cittadino sono apparse subito disperate a causa della profondità del fendente ricevuto al fianco, che ha interessato organi interni. Una volta giunto presso il nosocomio di via di Grottarossa, il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza nel tentativo di arrestare l’emorragia e suturare le lesioni provocate dalla lama.
Attualmente, l’uomo si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Andrea, dove i medici mantengono la prognosi riservata. Il pericolo di vita resta concreto e le prossime ore saranno determinanti per capire se il fisico del 63enne riuscirà a reagire.
Il fermo dell’aggressore e le indagini della Polizia
Mentre l’ambulanza correva verso l’ospedale, le forze dell’ordine hanno bloccato il presunto responsabile dell’aggressione, rintracciato ancora all’interno o nelle immediate vicinanze dell’abitazione di via Frassineto. Il quarantunenne non ha opposto resistenza, apparendo ancora scosso dall’adrenalina dello scontro.
Gli investigatori hanno sequestrato l’arma del delitto, un coltello che presentava ancora tracce ematiche compatibili con il colpo sferrato al fianco del connazionale. Secondo le prime ricostruzioni, il movente sarebbe legato a una somma di denaro non restituita o a una gestione conflittuale delle spese domestiche, tensioni accumulate nel tempo che sono esplose violentemente nella notte appena trascorsa.
Le conseguenze legali del tentato omicidio
Il quarantunenne è stato condotto in caserma per le formalità di rito e successivamente sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di tentato omicidio aggravato. La gravità dell’azione, caratterizzata dalla scelta di colpire una zona vitale come il fianco, aggrava la posizione dell’indagato, che ora si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento.


















