Circonvenzione del principe Bonanno: tra lusso e assegni, modella nega il raggiro. In aula arriva la sua versione 

"Mi ha solo illuso con finte promesse": delusione amorosa e sentimenti nella difesa della modella accusata di circonvenzione di incapace nel legame milionario con il principe Bonanno 

Nella foto la modella bielorussa Tanya Yashenko - fonte instagram

Tanya Yashenko, modella bielorussa oggi a processo per circonvenzione del principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa, ha rotto il silenzio nell’aula di tribunale per raccontare la sua versione dei fatti, quella di una donna a sua volta vittima, incantata con la promessa di costruire una famiglia finita in una grande delusione amorosa.

“Mi ha solo illuso con finte promesse”: delusione amorosa e sentimenti nella difesa della modella accusata di circonvenzione di incapace nel legame milionario con il principe Bonanno

L’incontro avvenne nel 2019, all’interno di un ristorante nel cuore di Roma, segnando l’inizio di quella che sembrava una favola moderna tra un nobile e una giovane bellezza straniera. Secondo la donna, il principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa si presentò fin da subito come un uomo colto, immensamente ricco e straordinariamente generoso, capace di illuderla con la promessa di costruire insieme una vera famiglia.

Su questo si basa la difesa della Yashenko, che punta sui sentimenti e sulla delusione amorosa, sostenendo che l’uomo non sia mai stato una vittima manipolata, bensì un compagno che ha scelto liberamente di condividere i propri beni, salvo poi non mantenere le promesse di un futuro stabile.

Il tesoro contestato tra bonifici e beni di lusso

Le indagini condotte dalla polizia giudiziaria hanno però tracciato un quadro economico estremamente dettagliato che pesa come un macigno sulla posizione della modella. Secondo l’accusa infatti, durante il periodo della loro relazione, la donna sarebbe riuscita ad accumulare un patrimonio complessivo che sfiora il milione e trecentomila euro.

Di questa cifra enorme, circa ottocentomila euro proverrebbero da trasferimenti diretti dai conti correnti del principe, a cui si aggiunge una lista lunghissima di regali preziosi. Gli inquirenti hanno inventariato gioielli, orologi di alta gamma e borse dei marchi più esclusivi per un valore stimato di circa trecentomila euro, oltre a nove assegni circolari e una serie di acquisti effettuati direttamente tramite il profilo Amazon del nobiluomo, per una spesa complessiva di sedici mila euro in beni vari.

La gestione confusa delle carte di credito principesche

In aula, l’imputata ha cercato di ridimensionare la portata dei prelievi, descrivendo il principe come un uomo che possedeva una ventina di carte di credito diverse e che faticava a tenere traccia delle proprie uscite finanziarie.

Yashenko ha dichiarato che era stato lo stesso Bonanno a sollecitarla nell’uso dei suoi strumenti di pagamento, data la complessità della sua amministrazione patrimoniale. La modella ha ribadito che l’utilizzo di quel denaro non era frutto di una costrizione o di un raggiro ai danni di una persona fragile, ma una normale dinamica all’interno di una coppia, dove uno dei due membri gode di una disponibilità economica pressoché illimitata.

Tra i reati contestati dalla Procura tuttavia, c’è anche il reato di autoriciclaggio, per il sospetto, che le somme siano state spostate strategicamente per occultarne la provenienza originaria.

La difesa della modella e il presunto complotto degli ex

Tanya Yashenko ha parlato con amarezza della distruzione della sua immagine pubblica, citando la risonanza mediatica che il caso ha avuto sui principali telegiornali nazionali. Una fragilità mostrata anche quando ha ammesso di aver fatto un errore di valutazione, riponendo eccessiva fiducia verso un altro suo ex compagno, al quale avrebbe trasferito gli 800mila euro in assegni, nel timore che il principe potesse riprendersi tutto ciò che le aveva donato.

Le incognite sulla capacità di intendere del nobile

Il cuore del processo resta la valutazione della fragilità psichica di Giacomo Bonanno di Linguaglossa nel periodo della frequentazione con la modella. Se da un lato la Yashenko descrive un uomo lucido, brillante e pienamente consapevole delle proprie azioni, dall’altro la Procura ritiene che la sua generosità sia stata strumentalizzata attraverso una pressione psicologica costante.

Il flusso continuo di denaro verso i conti della donna è considerato l’evidenza principale di una circonvenzione attuata con metodo. La modella bielorussa continua a professarsi innocente, parlando di un errore dettato dalla paura e dalla necessità di proteggere i regali ricevuti, negando fermamente che quel denaro sia stato sottratto con l’inganno. La sentenza dovrà stabilire se si sia trattato di un amore costoso o di un piano predatorio ben orchestrato.

Le prossime udienze

Nelle prossime udienze verranno ascoltati ulteriori testimoni e periti per fare luce sullo stato mentale del principe e sulla reale natura delle transazioni economiche. Nel frattempo, Tanya Yashenko resta ferma sulla sua posizione: nessuna circonvenzione, solo una relazione travagliata con un uomo che usava il proprio denaro come strumento di seduzione e che, alla fine, non ha saputo garantire la stabilità familiare promessa nei primi tempi della loro unione romana.