Il quartiere INCIS Decima si è risvegliato sotto il segno dell’indignazione per un intervento di gestione del verde pubblico che definire maldestro appare un eufemismo. Quello che doveva essere un normale lavoro di messa in sicurezza del patrimonio arboreo nella zona si è trasformato in un caso di cronaca locale che punta il dito sulle autorità gestionali.
Residenti in rivolta nel quadrante Torrino/Castel di Decima, per un intervento sui pini che ha lasciato dietro di sé il rischio di uno strapiombo pericoloso
La domanda che rimbalza tra i vialetti del complesso residenziale è una sola in queste ore, e riguarda la legittimità di un’azione che ha lasciato sul campo tronchi apparentemente sani e una ringhiera pesantemente danneggiata su uno strapiombo di oltre cinque metri.
Non è sembrato infatti normale, che per eliminare il rischio di caduta di due alberi è stato messo in atto un intervento ad opinione di molti distruttivo, e nelle incuria più totale delle infrastrutture di protezione preesistenti.
Il giallo degli alberi sani e il sospetto sulle mancate perizie scientifiche
Le foto dei tronchi tagliati diffuse dai cittadini mostrano un legno interno che non presenta segni evidenti di marcescenza o malattie fungine, sollevando il sospetto che l’abbattimento sia avvenuto senza una reale necessità. C’è chi in queste ore, ha già richiesto accesso agli atti, per il sospetto di abbattimento senza nessuna Valutazione di Stabilità degli Alberi, il metodo scientifico – l’unico riconosciuto legalmente – per esaminare la salute strutturale e il rischio di cedimento che, nel caso dell’INCIS Decima si teme che non sia mai stata effettuata.

Dal dubbio sul procedimento al taglio sommario insomma, l’intervento e le foto collegate mostrano un disastro su tutta la linea, che ha causato lo sfondamento della ringhiera perimetrale, un danno che ora espone i pedoni a un pericolo immediato.
La spiegazione dall’Associazione di quartiere
L’Associazione di Quartiere La voce dell’INCIS di via della Pisana ha provato a gettare in queste ore un po’ di acqua sul fuoco, spiegando che l’intervento si era reso necessario dopo ripetute segnalazioni e verifiche dei Vigili del Fuoco.
Una versione che conferma come la pericolosità dei due alberi ad alto fusto fosse stata accertata, tuttavia, ammettendo con rammarico che durante il lavoro si sono verificati pesanti danni strutturali. La promessa di inoltrare una segnalazione all’Ater per il ripristino della ringhiera distrutta non basta però a placare gli animi di chi vede in questo episodio l’ennesima dimostrazione di un lavoro fatto male e senza rispetto.
Strapiombo pericoloso e risarcimenti mai arrivati
La situazione è diventata critica non solo per l’estetica del quartiere, ma per l’incolumità pubblica. In questo momento, nel punto in cui il metallo è stato divelto, si è creato uno strapiombo di oltre cinque metri che rappresenta una minaccia.
Le segnalazioni a pioggia sono partite immediatamente poiché la mancanza di quella ringhiera rende l’area del tutto inaccessibile in sicurezza aggiungendosi alla rabbia di chi, di recente ha subito danni ingenti a causa di crolli di rami o alberi e ancora attende risarcimenti. Tra questi, chi ha visto la propria automobile distrutta e oggi si ritrova a commentare con amarezza un nuovo scempio che sembra seguire lo stesso copione di abbandono e trascuratezza.
Il Municipio XII punta il dito verso Ater
Sul fronte istituzionale, è stato il Presidente della Commissione Ambiente del Municipio XII a chiarire la posizione dell’amministrazione locale, sottolineando come la competenza sia esclusivamente dell’Ater e quindi della Regione Lazio.
Il Municipio dunque agirà solo come ente segnalatore, non avendo giurisdizione diretta sugli operai o sulla manutenzione di quelle specifiche aree, dichiarando apertamente che se i lavori fossero stati eseguiti da personale municipale, l’intervento di riparazione della ringhiera sarebbe stato immediato. Il rimpallo di competenze però, lascia al momento i cittadini dell’INCIS Decima in un limbo burocratico, dove il danno cagionato resta lì a testimoniare un’inefficienza che rischia di trasformarsi in ben altro.


















