Insulti e minacce contro i vigili di una pattuglia della Polizia Locale per conquistare visualizzazioni sui social. È finita con un fermo l’ultima “bravata” online di un 46enne romano, con problemi con la giustizia alle spalle, che venerdì notte aveva pubblicato su TikTok un video in cui aggrediva verbalmente gli agenti di Polizia Locale di Roma Capitale, incitando i follower a “prenderli a botte in faccia” e sostenendo che “non contano niente”.
Il video, pubblicato nella notte e diventato virale, incitava alla violenza contro i vigili di Roma Capitale decisiva una indagine lampo dei colleghi dello Spe
Il filmato, diventato rapidamente virale, non è passato inosservato negli uffici di via della Consolazione. Gli uomini dello S.P.E. (Sicurezza Pubblica Emergenziale) hanno avviato un’indagine lampo che li ha condotti nel quartiere Tiburtino III. Dopo aver bussato alla porta dell’abitazione dell’uomo, identificato con le iniziali Y.D., per il 46enne è scattato il fermo.
L’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di oltraggio, minacce e istigazione, oltre che di diffamazione aggravata dall’uso del mezzo telematico.
Il sindacato: “Chiediamo il taser come i colleghi delle polizie statali”
Sull’episodio è intervenuto anche il SulPl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale). Il segretario romano Marco Milani ha espresso “plauso ai colleghi dello S.P.E. per il tempestivo intervento”, sottolineando però come casi simili evidenzino “il diffuso senso di impunità e la tracotanza di soggetti criminali che pullulano nelle metropoli”.
Il sindacato torna quindi a chiedere maggiori strumenti per gli agenti della municipale: “Le Polizie Locali, ormai presenza prevalente sul territorio, meritano il riconoscimento di forza di polizia e gli stessi strumenti operativi.
Allo stato attuale, per eseguire un fermo in flagranza, il collega aggredito verbalmente sarebbe costretto a scegliere tra uno scontro fisico dalle conseguenze imprevedibili o l’estrazione dell’arma in dotazione, opzione ancor più pericolosa e controproducente. Chiediamo taser e bastone distanziatore come i colleghi delle Polizie statali”, conclude il Sulpl.


















