A Valmontone è stato inaugurato il nuovo auditorium di Palazzo Doria Pamphilj, progettato per ospitare musica, conferenze e attività culturali, offrendo alla città uno spazio stabile e moderno, unico nel territorio. Il restauro dell’auditorium ha combinato la conservazione dell’autenticità storica con tecnologie all’avanguardia per il controllo di acustica, temperatura e umidità, trasformando un ambiente isolato e degradato in un vero centro culturale.
Un auditorium rinnovato per eventi, concerti e incontri culturali, simbolo di rinascita e valorizzazione del patrimonio di Valmontone
L’auditorium dispone di 56 posti e può ospitare concerti, incontri pubblici e produzioni artistiche di diversa natura. Il progetto ha previsto interventi sulle facciate, collegamenti interni e messa in sicurezza, rendendo l’ambiente accessibile e funzionale, pur mantenendo il carattere monumentale del palazzo.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, e il sindaco di Valmontone, Veronica Bernabei, insieme a cittadini, giovani musicisti e appassionati di cultura. L’auditorium è intitolato al musicista Alberto Luconi, figura internazionale che collaborò con grandi maestri e ritorna simbolicamente nella sua città natale come fonte di ispirazione per le nuove generazioni.

Questo auditorium non è solo un luogo per la musica, ma un simbolo della rinascita culturale di Valmontone e un ponte tra passato e futuro. Gli interventi realizzati mirano a rendere la città più attrattiva, offrendo agli artisti e ai cittadini uno spazio dove esprimersi liberamente e valorizzare il patrimonio locale.
Come sottolinea la sindaca di Valmontone Veronica Bernabei: ha commentato con gioia e entusiasmo la rinascita del rinnovato auditorium cittadino:“L’auditorium é il simbolo di una volontà testarda di rinascere, di una città che ha scelto di rimettere la bellezza al centro, di un percorso costruito insieme”.

Sulla stessa falsariga della Prima cittadina di Valmontone anche lo storico locale Stanislao Fioramonti, che ha aggiunto: “Questo auditorium trasforma il silenzio in voce, collegando la memoria di Valmontone con la creatività contemporanea”.


















