Addio elefanti e tigri, il circo Orfei chiude l’era degli animali: l’ultimo spettacolo a Roma

Stefano Orfei abbandona il ruolo di domatore: mai più animali nel suo circo. A dicembre la protesta degli animalisti a Boccea 

Stefano Orfei con una delle sue tigri

C’erano gli elefanti, le tigri, i leoni. C’era l’immagine iconica di Moira Orfei con il suo sguardo fiero, il trucco teatrale e i costumi scintillanti. Un’Italia che vedeva nel circo un mondo fatto di gabbie, ruggiti e applausi. Oggi, quel sipario si chiude.

Stefano Orfei abbandona il ruolo di domatore: mai più animali nel suo circo. A dicembre la protesta degli animalisti a Boccea

Il 14 febbraio, sotto un tendone a Roma Boccea, Stefano Orfei Nones è entrato nella gabbia con le tigri per l’ultima volta. Oltre 35 anni da domatore, poi l’annuncio: basta spettacoli con animali. “È una scelta sofferta, maturata nel tempo, ma necessaria. I tempi sono cambiati e con essi la sensibilità verso gli animali“, ha spiegato.

Un passaggio da tradizione a innovazione

Non si tratta di un rinnegamento del passato, ma di una presa d’atto dei cambiamenti in atto. “Le tigri, gli elefanti e tutte le specie che hanno fatto parte della nostra famiglia sono stati fratelli per me e figli per mia madre. Li abbiamo amati e continueremo a farlo“. Con l’opinione pubblica sempre più critica verso l’uso degli animali nei circhi, e con le polemiche che continuano a crescere, è il momento di voltare pagina.

Il supporto della famiglia

Accanto a Stefano, la moglie Brigitta Boccoli ha dichiarato: “Se i miei suoceri fossero vivi, sarebbero orgogliosi. Hanno sempre inseguito il progresso“. Parole che segnano un passaggio simbolico: la transizione dalla tradizione spettacolare del circo italiano a una nuova fase, che si fonda sul talento umano.

Le associazioni animaliste accolgono con favore la decisione, parlando di “inizio di una nuova era“. Non è solo un cambio di repertorio, ma un segnale che lo spettacolo non può più giustificare la cattività degli animali.

Il mestiere del domatore: rischi e paure

Il mestiere del domatore non è mai stato privo di rischi. Nel 2009, Stefano Orfei fu aggredito da una tigre bianca a Torino. Brigitta racconta: “Per vent’anni ho vissuto con l’ansia. Dopo ogni spettacolo gli chiedevo di chiamarmi. Sapere che ora non entrerà più in gabbia mi rassicura”.

L’eredità di Moira

L’eredità di Moira Orfei non si cancella: resta nell’immaginario collettivo, nei costumi, nella memoria di un’epoca in cui il circo era sinonimo di sfida e dominio sulle belve. Tuttavia, il futuro del circo Orfei guarda ormai altrove, verso un’accademia per giovani artisti e numeri senza animali, in un tentativo di reinventarsi senza perdere il proprio nome.

Addio elefanti e leoni. Non è solo la fine di un numero, ma la chiusura di un’era, e l’inizio di un altro modo di stupire.

La soddisfazione degli animalisti

Maria Raieta dell’associazione Animalisti Italiani ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti e speriamo che questo sia solo l’inizio di una nuova era per tutti i circensi, anche in Italia“.

La manifestazione di protesta contro lo sfruttamento delle specie esotiche, che ha avuto luogo a dicembre, aveva visto la partecipazione di numerosi attivisti. L’appuntamento si è svolto davanti al Ronyroller di Stefano Orfei, dove gli spettacoli sono stati presentati fino a pochi giorni fa, il 15 febbraio.