A Ostia Antica, la quotidianità di centinaia di residenti è diventata un percorso a ostacoli che sfida la logica della mobilità moderna. Al centro di una denuncia, la via del Collettore Primario, dove i cittadini si trovano a vivere una paradossale condizione di isolamento: i servizi essenziali, come supermercati e farmacie, pur essendo fisicamente vicini, sono diventati irraggiungibili a piedi o in bicicletta. Il motivo? La chiusura disposta dall’Amministrazione, da tre anni, di tre ponticelli che sovrastano il canale.
Il paradosso di un quartiere isolato: chiusi tre ponti che dovevano garantire l’accesso a servizi primari come farmacie e supermercati
Ciò che era nato circa sette anni fa per unire e semplificare la vita dei residenti di via Fiorelli e delle aree limitrofe sul lato destro del canale, oggi rappresenta un confine invalicabile che obbliga all’uso forzato dell’auto per lunghi e scomodi tragitti alternativi.
Il fallimento della mobilità dolce e della pista ciclabile
L’aspetto più critico di questa vicenda riguarda il fallimento di un progetto infrastrutturale costato denaro pubblico. I tre ponticelli erano stati realizzati grazie all’impegno dell’associazione AGRO, proprio per favorire il collegamento dei residenti con la viabilità principale.
Un plus da aggiungere alla pista ciclabile che ora risulta un servizio tronco. Senza la possibilità di attraversare il canale in sicurezza tramite i ponticelli, ciclisti e pedoni sono costretti a riversarsi sulla strada stretta, dove il transito dei veicoli da e per viale dei Romagnoli, rende ogni spostamento estremamente pericoloso.
Il rischio della disobbedienza e l’allarme per i disabili
La tensione tra i residenti ha portato a situazioni di potenziale pericolo sociale. Sono stati segnalati episodi in cui ignoti hanno forzato le transenne poste dall’Amministrazione per riaprire i varchi abusivamente.
Questa azione di “disobbedienza civile” espone i cittadini a rischi enormi, poiché chi vede il passaggio libero potrebbe attraversare i tre ponticelli senza sapere che le strutture sono state dichiarate inagibili e pericolanti.
Giovanni Pieroni, presidente dell’associazione sportiva culturale “Le Saline”, ha lanciato un appello urgente sottolineando come la situazione di stallo colpisca duramente i più deboli: “Ci sono dei disabili ed altri cittadini che sono letteralmente tagliati fuori, e ora rischiano anche di utilizzare delle infrastrutture pericolose”.
L’incognita sulla trasparenza e il ripristino
Oltre al disagio pratico, tra i cittadini di Ostia Antica serpeggia un forte senso di frustrazione legato alla mancanza di trasparenza. Nonostante l’opera sia recente, non è chiaro chi debba occuparsi oggi della manutenzione, del ripristino o dell’eventuale sostituzione dei tre ponticelli per restituire la viabilità promessa.
La comunità chiede risposte certe dagli uffici competenti: i residenti vogliono sapere se i fondi pubblici utilizzati verranno tutelati attraverso un intervento risolutivo che permetta di riconquistare quel diritto alla mobilità che è durato solo un brevissimo periodo prima della chiusura definitiva.

















