Il silenzio di via Nazario Sauro è stato squarciato poco prima delle ore 23:00 di ieri da un boato sordo e improvviso che ha segnato l’inizio della tragedia. Un imponente muro di contenimento, situato a monte del civico 48, ha ceduto strutturalmente riversando una massa spaventosa di terra, fango e detriti sull’abitazione sottostante. Lì si trovava l’appartamento di Umberto D’Errico, travolto dalla furia del materiale franoso senza avere il tempo materiale di mettersi in salvo o di percepire il pericolo imminente.
La comunità piange Umberto D’Errico, il “macellaio per eccellenza” rimasto vittima del fatale crollo di un muro: rabbia per una tragedia che forse si poteva evitare
L’allarme è scattato immediatamente, attivando la Squadra 31/A del distaccamento di Campagnano e il Funzionario dei Vigili del Fuoco di servizio. Giunti sul posto, i soccorritori si sono trovati dinanzi a uno scenario apocalittico, caratterizzato da un’estrema instabilità del versante collinare e da cumuli di macerie che rendevano ogni movimento pericoloso.
Le operazioni di scavo sono iniziate freneticamente, ma con il passare dei minuti le speranze di salvare la vita a Umberto D’Errico sono svanite. Il corpo dell’uomo, che aveva 58 anni, è stato rinvenuto senza vita sotto i detriti delle pareti perimetrali, abbattute dalla forza d’urto della frana. Nonostante la rapidità dei Vigili del Fuoco, per il noto commerciante locale non c’è stato nulla da fare.
Feriti ed evacuazioni nel complesso residenziale
Il bilancio dell’evento non si è limitato purtroppo alla perdita di una vita umana, ma ha coinvolto l’intero nucleo abitativo. Altri due condomini sono rimasti feriti durante il crollo e sono stati prontamente soccorsi dal personale del 118, che ha disposto il loro trasferimento in codice giallo presso l’ospedale Sant’Andrea.
Sebbene le loro condizioni non siano state giudicate critiche, lo shock per l’accaduto e per la morte di Umberto D’Errico resta profondo. Per garantire la pubblica incolumità e prevenire ulteriori rischi legati a nuovi smottamenti, le autorità hanno disposto l’evacuazione immediata di dieci residenti appartenenti alle sei unità abitative dello stabile. L’area è stata transennata e posta sotto sequestro, mentre la salma della vittima è stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti di rito.
Il dolore di una comunità e il ricordo del macellaio
La notizia della scomparsa di Umberto D’Errico ha generato un’ondata di commozione senza precedenti a Formello. L’uomo era il titolare della storica macelleria “Il Paradiso delle Carni”, situata proprio in via Nazario Sauro, ed era considerato da tutti un pilastro del quartiere.
Sui social e tra le strade della città, il ricordo di Umberto D’Errico è quello di un uomo instancabile, gentile e sempre sorridente, definito “il macellaio per eccellenza” per la dedizione sacra che rivolgeva alla sua professione.
I messaggi di cordoglio descrivono una persona a modo e sempre disponibile, un punto di riferimento che non era solo un commerciante, ma un vero amico per molti dei suoi clienti. La sua morte lascia un vuoto incolmabile in una comunità che oggi si ritrova a pregare per lui e per la sua famiglia. Sulla pagina Instagram dell’attività ile parole di dolore per la perdita improvvisa del commerciante: “Rip Umberto. Non eri solo il macellaio ma il nostro migliore amico. Ora fai sorridere pure gli angeli”.

Le indagini sulla stabilità del versante
Mentre il paese si stringe nel lutto, i Carabinieri della Compagnia Cassia hanno avviato i rilievi tecnici necessari per accertare eventuali responsabilità. L’obiettivo degli inquirenti è comprendere se la tragedia che ha coinvolto Umberto D’Errico potesse essere evitata.
Si indagherà in particolare sulla tenuta del muro di contenimento e sulla presenza di segnali di instabilità che potrebbero essere stati ignorati nei mesi o nei giorni precedenti al disastro. Gli accertamenti tecnici dovranno chiarire se, oltre all’eccezionalità degli eventi atmosferici, vi siano state carenze nella manutenzione o nella valutazione del rischio idrogeologico del costone che ha ceduto, trasformando un’abitazione in una trappola mortale.


















