Mafia Capitale ultimo atto, prescrizione per Buzzi e D’Ausilio assolto. Ancora un no all’aggravante mafiosa

Nel procedimento costola di Mafia Capitale si contavano venti indagati. La gioia e lo sconforto di D'Ausilio

Piazzale Clodio

L’ex inchiesta Mafia Capitale, poi ribattezzata Mondo di Mezzo (dopo che la Cassazione ha decretato l’assenza di metodi mafiosi), continua a sgonfiarsi. I giudici della prima sezione penale di Roma hanno dichiarato, nell’ultimo rivolo dell’inchiesta con venti indagati, il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per Salvatore Buzzi. Assoluzione con formula piena, invece, per l’ex segretario Pd Francesco D’ausilio.

Nel procedimento costola di Mafia Capitale si contavano venti indagati. La gioia e lo sconforto di D’Ausilio

Per il “ras delle cooperative” riqualificata l’accusa di corruzione propria in corruzione per la messa a disposizione della funzione, esclusa anche l’aggravante mafiosa.

Il tribunale ha assolto con formula piena, ” per non avere commesso il fatto”, l’ex capogruppo del Pd in Campidoglio, Francesco D’Ausilio.

Cadute le accuse anche per l’ex dg di Ama Giovanni Fiscon. Nel procedimento si era costituita parte civile l’amministrazione comunale capitolina.

La difesa di Buzzi

I difensori di Buzzi (attualmente detenuto), gli avvocati Pier Gerardo Santoro e Alessandro Diddi, affermano che il tribunale “ha definitivamente messo una pietra sulla contestazione dell’aggravante mafiosa nella pubblica amministrazione nel procedimento Mondo di Mezzo.

Nonostante la Procura abbia chiesto la condanna ritenendo ancora incredibilmente sussistente l’aggravante mafiosa, il tribunale ha preso atto della sentenza della Cassazione emessa nel procedimento principale e ha definitivamente affermato che non è configurabile in alcun modo la fattispecie dell’associazione mafiosi così come l’aggravante contestata ai singoli reati“.

Per quanto quanto riguarda l’assoluzione di D’Ausilio, l’avvocato Clara Veneto, mette in luce che “dopo oltre dieci anni arriva l’assoluzione del Tribunale di Roma. È un epilogo del quale siamo soddisfatti, anche se questi dieci anni di sofferenze personali e familiari, di incarichi cui ha dovuto rinunciare, di spiegazioni non dovute che si è trovato costretto a fornire lasceranno tracce profonde nel vissuto del mio assistito. Ciò nonostante l’assoluzione restituisce fiducia e, ritengo, anche credibilità, alla giustizia“.

D’Ausilio si era dimesso ancor prima dell’avviso di garanzia.Oggi la mia vita è diversa”, il suo commento. “Sono un insegnante e uno studioso di storia dell’alimentazione, collaboro con istituzioni e università, anche internazionali, e ho la fortuna di stare a contatto tutti i giorni con tanti giovani.

Eppure mi capita spesso di pensare a come è stata stravolta la mia vita per questa vicenda giudiziaria, alle difficoltà e al dolore inferto alla mia famiglia”.

Solidarietà del partito

Siamo felici per l’assoluzione di Francesco d’Ausilio – ha dichiarato la consigliera capitolina Cristina MichetelliNessuno restituirà al nostro capogruppo in Campidoglio della giunta Marino gli anni di gogna mediatica, di isolamento e di esclusione politica che ha subito. Dobbiamo riflettere sui tempi della Giustizia, perché 11 anni e mezzo di processo sono essi stessi una pena ingiusta. Siamo felici per lui e per la nostra comunità politica, perché oggi viene ristabilita una verità che gia’ conoscevamo”.