Lei la protagonista, Giorgia Meloni, l’ha buttata sull’ironia: “No, decisamente non somiglio a un angelo“, accompagnata dalla faccina sorridente. Ma effettivamente la somiglianza c’è e da quando con un ritocco nella basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, è comparso il volto di una premier in versione di cherubino polemiche e ironia si sono intrecciate creando un caso con pochi precedenti.
Il restauro di un cherubino nella basilica romana scatena polemiche: Meloni ironizza, il restauratore nega la somiglianza (evidente)
Il restauratore Bruno Valentinetti, 83 anni e romano di Roma, non conferma l’“omaggio” alla presidente del Consiglio e pare quasi sorprendersi di tanto clamore, ma il dipinto lo smentisce.
Così battuta dopo battuta il caso è diventato politico. Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, sottolinea: “Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né trasformato con operazioni che ne compromettano autenticità e valore storico”.
Alessandra Maiorino (M5S) aggiunge: “Se la notizia corrisponde al vero, la Soprintendenza e il ministero della Cultura devono fare chiarezza su ogni responsabilità“.
Filiberto Zaratti di Avs parla di “esempio inaccettabile di culto della personalità, come non se ne vedeva dai tempi del fascismo“. Dalla maggioranza, il senatore meloniano Matteo Gelmetti butta acqua sul fuoco: “È l’ennesimo caso di indignazione selettiva: l’arte diventa scandalo solo quando non piace a qualcuno. Stupisce che una raffigurazione simbolica diventi un caso politico“.
Il vicariato all’oscuro

Il vicariato, da parte sua, ha dichiarato di essere all’oscuro dell’iniziativa: “La modifica del volto del cherubino è stata un’azione del decoratore non comunicata agli organismi competenti”.
Ma Valentinetti, autore dell’intervento, sentito dal Corriere della sera frena le interpretazioni: “Chi lo dice che è Giorgia Meloni? Ditemi chi dice che le assomiglia. Ho semplicemente restaurato il volto come fatto 25 anni fa“.
Il parroco Daniele Micheletti conferma: “In effetti le somiglia molto… ma non c’è nulla di strano. Le cappelle di Roma ospitano ritratti di laici e famiglie nobili. Se questa immagine dovesse suscitare scandalo, la faremo modificare“.
Intanto il Ministero della Cultura ha annunciato accertamenti: la soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, oggi è andata in basilica per verificare documenti e responsabilità, seguendo le indicazioni del ministro Giuli.




















