Chirurgia oncologica 4.0 all’IFO: il nuovo blocco operatorio con robotica, sale hi-tech e 44 assunzioni (FOTO)

Tutti i dettagli sulla sale integrate e la robotica all'IFO: con insieme al potenziamento strutturale, l'arrivo di nuovi anestesisti ed infermieri

Come si trasforma un istituto di ricerca come l’IFO, in un presidio tecnologico capace di abbattere le barriere tra chirurgia complessa e recupero post-operatorio? La risposta risiede nel nuovo assetto degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri Regina Elena e San Gallicano – presentato oggi alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Tutti i dettagli sulla sale integrate e la robotica all’IFO: con insieme al potenziamento strutturale, l’arrivo di nuovi anestesisti ed infermieri

Non si tratta di un semplice ampliamento di spazi, ma di una visione integrata che vede la tecnologia robotica e il rafforzamento del personale infermieristico e medico come un unico motore volto alla riduzione drastica delle liste d’attesa oncologiche e all’innalzamento della qualità della vita del paziente.

L’investimento: 600 metri quadrati di tecnologia e assistenza

Il cuore pulsante di questa riorganizzazione è il Blocco Operatorio ampliato, una struttura d’avanguardia che si sviluppa su una superficie di 600 metri quadrati. Grazie a un investimento complessivo di 2.283.487 euro, sono state attivate due nuove sale operatorie complete di servizi di supporto.

Con questo incremento, il polo oncologico arriva a contare dieci sale operatorie dedicate esclusivamente alla chirurgia di alta complessità. La particolarità di queste sale risiede nella loro totale integrazione digitale: ogni postazione è collegata alla cartella clinica elettronica del paziente, consentendo una gestione dei dati fluida e una precisione d’intervento senza precedenti nel panorama pubblico regionale.

Il capitale umano: 44 nuove assunzioni per la continuità assistenziale

L’acquisto di macchinari e l’ampliamento dei metri quadri non sortirebbero alcun effetto senza un investimento speculare sulle competenze umane. Il management degli IFO, in accordo con la direzione regionale Salute, ha proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di 17 medici anestesisti e 27 infermieri specialisti dedicati esclusivamente al blocco operatorio.

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Un rafforzamento della pianta organica necessario per supportare l’incremento delle attività chirurgiche, garantendo turnazioni che preservino la sicurezza degli operatori e assicurino la continuità assistenziale per i casi oncologici più delicati.

Robotica e Digitale: i numeri di un successo quinquennale

I numeri parlano di un centro che ha saputo anticipare i tempi. Nel solo 2025, agli IFO sono stati eseguiti 1.468 interventi di chirurgia robotica, utilizzando sistemi sia multi-port che single-port.

Si tratta di una crescita complessiva del 55% nell’ultimo quinquennio, un trend che posiziona l’istituto ai vertici della sanità nazionale. Il parco tecnologico attuale si avvale di quattro sistemi robotici e sette colonne laparoscopiche 3D/4K di ultima generazione. L’uso della chirurgia guidata da fluorescenza permette oggi ai chirurghi di visualizzare con una precisione microscopica i tessuti, riducendo le complicazioni e accelerando il recupero dei pazienti.

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La strategia regionale contro le liste d’attesa

L’intervento presentato oggi dal Presidente Rocca e dal Direttore Livio De Angelis si inserisce in un percorso strategico iniziato anni fa, mirato a centralizzare le patologie di alta complessità in poli d’eccellenza.

L’antefatto risiede nella necessità di decongestionare gli altri ospedali romani, offrendo agli IFO le risorse per diventare il “terminale” principale della rete oncologica regionale. Un potenziamento che risponde alla crescente domanda di prestazioni diagnostiche, che ha visto nel 2025 l’esecuzione di ben 6.390 PET presso il reparto di Medicina Nucleare.

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Un sistema aperto: tracciabilità per i familiari e umanizzazione

Oltre alla chirurgia e alla diagnostica radiologica pesante – che conta oggi su mammografi digitali 3D con tomosintesi – il progetto punta sull’umanizzazione delle cure attraverso la digitalizzazione.

Il percorso chirurgico è interamente tracciabile: il sistema digitale consente a familiari e caregiver di consultare in tempo reale lo stato dell’intervento e il posizionamento del paziente lungo il percorso pre e post-operatorio.

Un passo verso la trasparenza che riduce l’ansia dei congiunti e pone la persona, e non solo la patologia, al centro della missione IFO, confermando il ruolo strategico dell’istituto nella sanità moderna.