Il dramma si è consumato nella giornata di sabato 24 gennaio nel quartiere Colle Salario, alla periferia nord di Roma. E’ stata una donna, residente nello stesso complesso condominiale dove si trovava l’artista Bruno Gagliano, in arte KastaDiva, a fare la tragica scoperta del corpo senza vita dell’uomo, famosa Drag Queen del Muccassassina, sul balcone dell’abitazione.
Dalle luci del palcoscenico al tragico epilogo al Colle Salario: la comunità si stringe attorno alla memoria di Bruno Gagliano, in arte la drag queen KastaDiva
Immediata è scattata la chiamata al numero unico di emergenza, che ha portato sul posto i sanitari dell’ARES 118 e i Carabinieri della compagnia competente per territorio. I militari, dopo aver messo in sicurezza l’area e aver effettuato i primi rilievi e hanno identificato la vittima: si trattava di Bruno Gagliano, il 40enne figura di spicco della vita notturna e culturale della Capitale.
L’arte di KastaDiva e quella pesantezza del vivere
Bruno Gagliano era conosciuto e amato dal grande pubblico con il nome d’arte di KastaDiva. Considerata una delle migliori drag queen del panorama italiano, era diventata negli anni una colonna portante del Muccassassina, il celebre brand delle serate queer romane.
Celebre per il suo “lipsync” impeccabile e per un trucco capace di trasformarlo in personaggi fantastici, Gagliano nascondeva però, dietro i colori e le luci del palcoscenico, una fragilità profonda. Secondo le testimonianze di chi lo conosceva bene, come l’attivista Imma Battaglia. L’artista sembrerebbe convivesse da tempo con una “pesantezza di vita dolorosa” che, nonostante l’allegria mostrata in scena, ne segnava lo sguardo e l’animo.
La dinamica accertata dai rilievi
Secondo quanto raccolto e analizzato dai Carabinieri intervenuti dopo la segnalazione della testimone, la dinamica del decesso non lascerebbe spazio ai possibili dubbi circa il coinvolgimento di terzi.
Gli accertamenti tecnici e l’ispezione dei luoghi, hanno portato gli inquirenti a classificare la morte di Gagliano come un gesto volontario compiuto dall’uomo nell’appartamento dove si trovava ospite a casa di un’amica che in quel momento non era presente.
Il ritrovamento sul balcone, ha scosso profondamente i vicini di casa e l’intero quartiere, che mai avrebbero immaginato un epilogo così drammatico per l’artista, originario di Alcamo in Sicilia, e ormai fisso nella Capitale, salvo durante il periodo del Covid.
L’ultimo tributo: il video ricordo del Muccassassina
Muccassassina e tutta la comunità LGBTQIA+ hanno perso un pezzo della propria storia. Lo staff della storica organizzazione di eventi, ha voluto omaggiare l’artista con un video che ne ritrae il talento, accompagnandolo con parole cariche di commozione:
“Sei stata una delle migliori drag queen del panorama italiano, tu la regina del lipsync. Siamo profondamente addolorati, così come lo sono tutte le persone che ti hanno conosciuto. Questo è il nostro tributo a te, al tuo splendore e alla tua arte: vogliamo ricordarti così, con questa bellissima esibizione. Addio KastaDiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto” – nella nota che accompagna il video ricordo su Instagram del Mucca, che vede protagonista la drug queen in una performance magnetica, è diventato il simbolo del saluto collettivo a un’artista che ha saputo elevare l’arte drag a livelli di eccellenza.
Il cordoglio del mondo artistico e politico
Non appena la notizia si è diffusa, un’ondata di messaggi ha travolto i social network. Il duo Karma B e il Partito Gay hanno sottolineato il vuoto immenso lasciato da una “forza della natura” che ha fatto la storia del movimento romano. Il ricordo descrive Bruno come un uomo attento e preparato, un professionista dell’intrattenimento che ha lottato contro i pregiudizi attraverso l’eleganza.
Il ricordo di un’amicizia oltre il palcoscenico: “Bruno, i tuoi colori non si spegneranno”
A delineare un ritratto intimo e commosso dell’artista è Roberta Savona, ex ufficio stampa del Gay Village e oggi collaboratrice della cultura del IX Municipio, che ha affidato ai social i suoi pensieri:
“Bruno non c’é più e ci sono immagini di un tempo che non può tornare, a bordo di un treno che avremmo voluto ci portasse lontano. La chat è un cimitero di buoni propositi e difficili speranze da onorare. Il cuore è un deserto arido, che oggi é privato di alcuni dei suoi colori più belli. I più brillanti, che Bruno impastava per creare sul viso o sulla tela l’ennesima opera d’arte che tutti gli riconoscevamo. L’ho aiutato, lo abbiamo aiutato, eppure non é bastato. Ho un vuoto dentro che si fa voragine e sto provando a riempirlo di ricordi belli per riuscire a dimenticare il presente. Lì, rivedo Bruno muoversi come Whitney Huston – con un lipsync fatto alla perfezione -, ascoltare Mina a tutto volume, sorridere oppure prepararsi al meglio, per girare la sigla dell’ultimo Gay Village di cui era protagonista”.


















