Smantellata rete di spaccio nei lotti di Roma est: il sistema criminale con le grida di allarme in gergo delle vedette 

Raffica di arresti a Roma est nel maxi blitz anti spaccio scattato sul territorio tra vedette e inseguimenti

Era una vera e propria rete di sorveglianza organizzata dai sodalizi criminali, quella che è stata smantellata dagli agenti di Polizia di Stato, che agiva con il sistematico ricorso al “lancio di allarme” tra complici, ovvero l’utilizzo di grida in gergo per segnalare l’imminente arrivo delle pattuglie e permettere ai pusher di dileguarsi.

Raffica di arresti a Roma est nel maxi blitz scattato sul territorio tra vedette e inseguimenti

Le indagini e i blitz sono scaturiti da una costante attività di osservazione dei movimenti sospetti nei meandri dei parchi e dei lotti di edilizia popolare, zone spesso utilizzate come basi operative per lo spaccio.

Gli agenti hanno dovuto affrontare un sistema di difesa collaudato, caratterizzato da “lanci di allarme” tra complici che, attraverso grida in gergo, tentavano di segnalare la presenza delle pattuglie per permettere la fuga dei pusher.

Nonostante i tentativi di eludere i controlli con improvvisi cambi di direzione e fughe tra i palazzi, la rapidità degli agenti ha permesso di cogliere molti dei sospettati in flagranza di reato durante lo scambio tra droga e denaro.

La rete dello spaccio: cocaina nelle cassette antincendio

Il fulcro delle attività legate agli stupefacenti si trovava nel quartiere di Tor Bella Monaca. In via dell’Archeologia, dove uno degli episodi più eclatanti ha riguardato un giovane di ventisei anni sorpreso a rifornirsi di dosi di cocaina da un piccolo borsello occultato all’interno di una cassetta antincendio del condominio.

In un altro intervento, i poliziotti hanno fermato una coppia di italiani a bordo di un’auto: l’uomo aveva nascosto la droga in un pacchetto di sigarette, mentre la compagna deteneva circa decine di grammi di cocaina suddivisa in numerosi involucri all’interno del proprio borsello. Gli arrestati hanno un’età compresa tra i 24 e i 39 anni.

Il furto da diecimila euro e il sangue alla Borghesiana

Oltre al traffico di droga, la Polizia ha colpito duramente i reati predatori a Torre Maura, dove un ventenne italiano è stato arrestato dopo aver trafugato un bottino di 10.000 euro da un furgone parcheggiato.

Il giovane è stato notato da un agente libero dal servizio mentre cercava goffamente di trasferire l’ingente somma su un altro mezzo. Contemporaneamente, in zona Borghesiana, una pattuglia è intervenuta per un grave caso di violenza domestica. Una donna è stata soccorsa in strada mentre si trovava con una bambina, sanguinante a un sopracciglio. All’interno dell’abitazione, gli agenti hanno trovato il compagno macchiato di sangue e sequestrato un coltello nascosto in uno scaldacollo, mettendo fine a un incubo di maltrattamenti che durava da oltre due anni.

Provvedimenti giudiziari e presunzione di innocenza

Tutti gli arresti effettuati nell’ambito di questa vasta operazione sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Tuttavia le evidenze investigative raccolte attengono ancora alla fase delle indagini preliminari.