La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato a 22 anni di reclusione il tunisino Amor Hadj per l’omicidio di Leonardo Muratovic, il pugile di Aprilia ucciso ad Anzio il 17 luglio 2022. La sentenza riforma parzialmente il verdetto di primo grado, che aveva assolto Hadj, e conferma invece le pene inflitte ai fratelli Adam e Ahmed Ed Drissi, rispettivamente a 22 e 24 anni di carcere.
Ribaltata per l’omicidio di Leonardo Muratovic l’assoluzione di primo grado: 22 anni ad Amor Hadj. Confermate le pene per Adam e Ahmed Ed Drissi
I fatti risalgono alla notte del 17 luglio 2022, quando Muratovic, 25 anni, venne accoltellato all’addome al termine di una rissa scoppiata davanti al locale “La Bodeguita”, sul litorale di Anzio. Dopo essere stato colpito, il giovane tentò di allontanarsi, ma si accasciò al suolo dopo pochi metri. Trasportato in ospedale, morì poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe stata compiuta da Adam Ed Drissi, con il concorso del fratello Ahmed e dell’amico Amor Hadj. Il movente sarebbe riconducibile a contrasti precedenti tra le parti. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Roma e dal Commissariato di Anzio-Nettuno, si erano concentrate fin da subito sui tre imputati.
In primo grado, la Corte d’Assise di Frosinone aveva condannato i due fratelli Ed Drissi e assolto Hadj. In Appello, i giudici hanno ritenuto sussistente la responsabilità penale anche di quest’ultimo, condannandolo a 22 anni di reclusione.
Gli imputati
Amor Hadj, 27 anni, di origine tunisina ma nato e cresciuto ad Aprilia, era stato l’ultimo a essere raggiunto da misura cautelare. A suo carico risultano precedenti di polizia per lesioni personali e violazione della normativa sugli stupefacenti.
Adam Ed Drissi (classe 2001) risulta gravato da precedenti per tentato omicidio, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco, mentre il fratello Ahmed Ed Drissi (classe 1996) da un precedente per porto di oggetti atti ad offendere.
Due coltelli diversi
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, i tre imputati avrebbero aggredito Muratovic con pugni e schiaffi, per poi colpirlo con armi da taglio al petto e al fianco, provocandone la morte. Alcune testimonianze hanno collocato i tre nelle fasi precedenti, concomitanti e successive all’aggressione.
Nessun testimone ha tuttavia indicato con certezza chi abbia materialmente inferto le coltellate, che, secondo gli accertamenti autoptici, sarebbero state compatibili con l’uso di due coltelli diversi.




















