Tende sul Gianicolo mentre Roma gela: l’emergenza senzatetto esplode nel cuore della Capitale (FOTO)

Tra solidarietà istituzionale e accuse di soluzioni tampone, le tende al Gianicolo diventano il simbolo di una crisi irrisolta con il freddo vero appena iniziato

Le temperature scendono sotto lo zero e, mentre l’inverno entra finalmente nella sua fase più dura, sulle colline di Roma si alzano tende come in un campo profughi. È questa l’immagine che arriva dal Gianicolo, uno dei luoghi più panoramici e simbolici della Capitale, trasformato in queste settimane in un grande accampamento di fortuna per i senza fissa dimora.

Tra solidarietà istituzionale e accuse di soluzioni tampone, le tende al Gianicolo diventano il simbolo di una crisi irrisolta con il freddo vero appena iniziato

Le fotografie pubblicate dal blog “Roma fa schifo” mostrano file di tende tutte uguali, disposte tra alberi e vialetti. E sotto quelle immagini una frase lapidaria riassume lo sconcerto di molti: “Anche questa è Roma”.

Un accampamento che cresce ogni giorno

Non si tratta di qualche telo improvvisato, ma di una vera e propria distesa ordinata di tende, fornite – secondo quanto emerge – da strutture ufficiali in risposta all’emergenza freddo.

Il numero di persone che dorme sul colle aumenta di notte in notte, mentre le temperature rigide rendono sempre più pericoloso restare all’aperto senza alcuna protezione. È così che il Gianicolo, luogo di passeggiate e belvedere turistici, si è trasformato in un rifugio forzato per chi non ha un tetto.

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Tende al Gianicolo nella foto denuncia di “Roma fa schifo”

La rabbia e le domande dal mondo social

Le immagini hanno però scatenato una reazione durissima sui social network. In molti si chiedono se sia davvero questo il modo in cui un Paese civile dovrebbe affrontare la povertà estrema:

“Un Paese civile può davvero limitarsi a distribuire tende, permettendo che queste persone si accampino in determinate località, creando situazioni di sciatteria che rappresentano un pessimo biglietto da visita per chi viene ancora a portare soldi in Italia? Ormai il turismo è rimasta l’unica risorsa che ci consente ancora una fonte di reddito certa. La solidarietà si fa con azioni concrete: fornendo servizi e, nelle emergenze, luoghi dignitosi dove le persone possano trovare ristoro” – si legge in una delle repliche più condivise.

Parole che riflettono una frustrazione diffusa: quella di una città che sembra oscillare tra l’assistenza minima e l’incapacità di costruire soluzioni strutturali.

Tende come soluzione estrema

A quanto pare, però, le tende non sono frutto di un’iniziativa spontanea, ma di una scelta precisa per fronteggiare le nottate di gelo, quando il rischio di morire assiderati diventa reale.

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Tende al Gianicolo nella foto denuncia di Roma fa schifo

La cosiddetta “soluzione cerotto”, un intervento rapido per tamponare un’emergenza che, però, non convince molti. “I ‘benefattori’ dovrebbero offrire davvero ospitalità degna di un essere umano, non buttare le persone dentro delle tende”, è un altro commento che rimbalza da un profilo all’altro.

Accoglienza al limite e spazi vuoti

Roma possiede strutture di accoglienza, ma ogni inverno ne emerge il limite: non bastano per tutti. I posti letto finiscono, le graduatorie si allungano e centinaia di persone restano fuori.

Nel frattempo, la città è piena di edifici vuoti, abbandonati, non necessariamente pericolanti, che spesso vengono occupati illegalmente. “Le persone vengono all’ultimo posto e non è bello vederle in giro per le strade”, è l’amara constatazione di chi vede in queste contraddizioni una sconfitta collettiva.

Anche il luogo divide

A far discutere è persino la collocazione dell’accampamento. “Le tende sul colle tra i più alti di Roma? Tanto valeva mandarli al Terminillo. Meglio sarebbe aprire delle strutture comunali come le palestre”, scrive qualcuno, sottolineando come il Gianicolo sia particolarmente esposto al vento e al freddo.

Un inverno appena cominciato

Eppure, al di là delle polemiche, una cosa è chiara: quelle tende non sono un gesto di incuria, ma l’estremo tentativo di evitare che persone in carne e ossa muoiano di freddo. È una risposta emergenziale a un problema enorme e irrisolto.

Con l’inverno appena iniziato, la prospettiva che si apre per tanti indigenti è questa: sopravvivere in una tenda, sul colle più freddo di Roma, mentre la città discute se sia davvero accettabile che “anche questa sia Roma”.