Roma piange Riccardo Minghetti: folla commossa all’EUR saluta il giovane strappato troppo presto alla vita (FOTO)

La città si raccoglie in silenzio alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo per l’ultimo saluto a Riccardo Minghetti, una delle vittime del rogo di capodanno al Constellation

Questa mattina, 7 gennaio, Roma ha dato l’ultimo saluto a Riccardo Minghetti, il giovane di 16 anni vittima dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Il feretro, giunto il 5 gennaio a Ciampino a bordo di un C-130 dell’Aeronautica Militare, è stato accolto oggi all’EUR da una folla silenziosa e commossa davanti alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo, dove si sono tenuti i funerali. L’atmosfera era sospesa tra il dolore e l’incredulità, mentre amici, parenti e cittadini hanno atteso l’ingresso in chiesa del feretro, accompagnato dalla madre Carla e da Padre Luca Atzeni. Sul feretro giunto in basilica alle 11,00, un solo fiore di lilium bianco.

La città si raccoglie in silenzio alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo per l’ultimo saluto a Riccardo Minghetti, una delle vittime del rogo di capodanno al Constellation

Tra la folla commossa di familiari, amici e compagni di scuola, in prima fila sedevano il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e i ministri della Salute e dello Sport, Orazio Schillaci e Andrea Abodi, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni in un momento di dolore collettivo.

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Ieri, 6 gennaio, si è tenuta la messa di commemorazione presso la parrocchia di San Giovanni Battista De La Salle, al Torrino, quartiere romano. Il parroco don Giulio Barbieri ha ricordato Riccardo con parole piene di commozione e fede: «Riccardo è in paradiso», ha detto, invitando tutti a pregare per lui e per le altre giovani vittime dell’incendio.

Alle sue spalle, una rappresentazione della risurrezione di Cristo rafforzava il messaggio di speranza: «Sarà lui, Gesù, a darci la certezza che il paradiso esiste, l’unica ancora di fronte a queste morti assurde», ha poi aggiunto il sacerdote, parlando direttamente al cuore dei presenti.

Il tentativo disperato di salvare il fratello e il dolore della sorella Matilde

La sorella di Riccardo, Matilde, 14 anni, ha partecipato alla messa e ai funerali tra l’affetto dei compagni di scuola e dei vicini. La ragazza, salva solo perché stava ancora aspettando di entrare nel locale al momento dell’incendio, aveva tentato eroicamente di salvare il fratello scavando a mani nude nel locale devastato dalle fiamme, un gesto che ha commosso tutta la comunità. Gli amici e i compagni di Matilde hanno dichiarato di essere presenti al funerale per starle vicino, consapevoli del dolore immenso che accompagna la perdita di un fratello, e per dare supporto a tutta la famiglia, in una tragedia che nessuno avrebbe mai immaginato.

Il silenzio doloroso davanti alla Basilica

All’arrivo del feretro all’EUR, la folla ha atteso in silenzio davanti alla Basilica, un silenzio carico di dolore e di rispetto. La comunità romana ha mostrato vicinanza alla famiglia Minghetti, consapevole della gravità della perdita e della giovane età della vittima.

Roma piange Riccardo Minghetti: folla commossa all'EUR saluta il giovane strappato troppo presto alla vita (FOTO) 1
L’ingresso del feretro in basilica

La cerimonia ha unito sentimenti di commozione e preghiera, con cittadini e amici stretti attorno ai genitori, testimoniando quanto la tragedia abbia scosso profondamente l’intera città.

Il lutto cittadino: un dolore condiviso

Pur non essendo stato proclamato ufficialmente un lutto cittadino, molti cittadini hanno sentito la necessità di fermarsi e partecipare idealmente al dolore della famiglia. La comunità ha trovato nel raccoglimento spontaneo e nella presenza ai funerali un modo per esprimere vicinanza e solidarietà, dimostrando che il cordoglio può essere sentito anche senza atti formali, semplicemente condividendo il dolore di una famiglia colpita da una perdita così devastante.

I ricordi degli amici e dei maestri

Chi lo conosceva bene, lo ricorda come un ragazzo dolce e sensibile, pieno di entusiasmo e vitalità. Ruggero, maestro di nuoto alla Ferratella, racconta: «Lo conosco da quando aveva 7 anni. Era una persona dolce e sensibile, spesso vivace, ma sempre con un grande cuore». Gli amici hanno allestito un cartellone con le loro foto e la scritta “Riccardo vive in tutti noi”, un gesto di affetto e memoria che ha commosso i presenti, ricordando un ragazzo che ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità.

Il messaggio dei genitori

Dal pulpito, il papà Massimo Minghetti ha parlato con la voce rotta dal pianto, ricordando il figlio come una persona generosa e sensibile: «La vostra presenza oggi è il segno di quanto Riccardo ha fatto nella sua breve vita. Aveva sempre una parola per tutti e si donava con generosità». Rivolgendosi agli amici e ai compagni di scuola, Massimo ha aggiunto: «Continuate a vivere con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di Riccardo», invitando tutti a trasformare il dolore in memoria e azioni positive.

Il ricordo di Monsignor Manto

Durante l’omelia, Monsignor Andrea Manto, Vicario Episcopale per la Pastorale, ha ricordato Riccardo come un ragazzo sano, sportivo e pieno di vita. «La vita è qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola», ha detto, sottolineando come il dolore lasci un vuoto incolmabile ma che l’amore e il bene restano.

«In una ideale staffetta, Riccardo consegna a voi un testimone: ha terminato la sua corsa, a noi resta raccogliere quel testimone e trasformare il dolore in più amore», ha concluso il vicario, definendo il giovane “straordinario”.