Paura a Roma est, danni per due esplosioni alle case popolari: dietro i boati l’ombra di un avvertimento

Androni distrutti e finestre in frantumi dopo due esplosioni ravvicinate. I testimoni: “Non erano botti, abbiamo sentito i vetri scoppiare”

L'intervento dei vigili del fuoco

Non sarebbero stati due semplici botti di capodanno, ad esplodere nella serata di sabato scorso a Roma est, squarciando il silenzio del quartiere La Rustica. Ne sono convinti i residenti della zona, spaventati, per le case che hanno tremato con la detonazione di quelli che sono sembrati a tutti gli effetti, degli ordigni.

Androni distrutti e finestre in frantumi dopo due esplosioni ravvicinate. I testimoni: “Non erano botti, abbiamo sentito i vetri scoppiare”

Una serie di eventi che si sono scatenati a poca distanza l’uno dall’altro in due vie del quadrante intorno a Via Naiade, dove le testimonianze parlano di due forti boati seguito nel secondo caso anche dall’esplosione di vetri.

Non un episodio goliardico o l’ennesimo anticipo dei botti di fine anno, ma qualcosa di più grave, di mirato, di intenzionale confermata non solo dall’intensità dei boati, ma soprattutto dall’entità dei danni e dal contesto sociale in cui il tutto è avvenuto. In entrambi i casi infatti, ad essere danneggiate sono state due palazzine Ater. 

I due boati nel cuore del quartiere

Secondo le ricostruzioni dei soccorritori, tutto è accaduto intorno alle 22,00 a La Rustica, dove la pareti della case ad un tratto si sono messe a tremare, per due botti ravvicinati e fortissimi che hanno fatto scattare la richiesta di intervento alla Sala Operativa di Vigili del Fuoco. Una corsa contro il tempo che fortunatamente non ha registrato il ferimento di nessun residente o passante sulle strade coinvolte.

Danneggiati androni e finestre

Nella prima esplosine confermata in via di Castel di Ieri, muri e contatori sono stati fortemente danneggiati, così come le finestre delle abitazioni e delle scale che risultano danneggiate fino al sesto piano. La seconda esplosine dopo poco non sarebbe stata da meno, infrangendo le vetrate dell’altra palazzina con danni anche alle auto in sosta.

Le voci di chi c’era

La percezione della violenza dell’evento emerge con forza dai racconti dei residenti. Chi abita nei pressi di via Naide non ha dubbi:Lo abbiamo sentito fortissimo quello di via Naide, ci ha tremato tutta la casa, sembrava provenissero proprio da lì – spiega una donna – io ero affacciata e ho sentito anche i vetri scoppiare”. Un’esperienza diretta, fisica, che va oltre il semplice spavento.

Anche in via Dameta i racconti coincidono. “Si sono sentiti fortissimi e ha tremato tutto il palazzo”, confermano i residenti. Per chi vive tra via Ventunni e via Damata non si tratta di botti illegali di Capodanno, ma di vere e proprie bombe.

Il sopralluogo e le indagini

Un sopralluogo successivo del vigili del fuoco insieme a Roma Capitale, ha invece messo in sicurezza le strutture, e rimosso i vetri pericolanti dalle finestre delle scale colpite, per ridurre il rischio per chi continua ad abitare negli edifici danneggiati.

Le forze dell’ordine intanto, indagano sulle due esplosioni che potrebbero essere collegate, e intorno alle quali non è esclusa alcuna ipotesi: dalla bravata fino a un’azione che assume i contorni di un avvertimento.

Tra petardi e ordigni

È noto che in molti casi, pur non sembrando tali, i botti restano botti. Materiali esplosivi assolutamente illegali circolano con facilità e vengono fatti scoppiare anche prima delle feste. Ma qui si insinua un sospetto ulteriore: che l’esplosivo venga usato in modo mirato, posizionato ad hoc, per simulare un botto e invece lanciare un messaggio. Una modalità che richiama, nella percezione collettiva, un avvertimento in stile mafioso.