Il Parco archeologico di Veio, torna protagonista con una fase completamente nuova di ricerche, avviata grazie alla collaborazione tra il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, la Direzione Generale Musei e la cattedra di Etruscologia della Sapienza Università di Roma. Stavolta, l’attenzione si sta concentrando sul Santuario del Portonaccio, uno dei complessi sacri più importanti dell’Etruria, luogo emblematico per storia, architettura e continuità rituale.
Un labirinto sotto Veio: tecnologie aerospaziali rivelano ciò che per secoli è rimasto invisibile
La nuova campagna sta unendo l’approccio scientifico tradizionale con delle tecnologie d’avanguardia, in una fusione che ha l’obiettivo di ampliare in modo significativo la conoscenza dell’antica città di Veio, delle sue infrastrutture e dei suoi spazi sacri.
La prima mappatura completa dei cunicoli sotterranei
Un lavoro enorme che ha portato i suoi frutti con il risultato più sorprendente di questa nuova stagione di ricerche, e cioè è la prima mappatura integrale dei cunicoli sotterranei della città etrusca di Veio: un sistema complesso e articolato, finora noto solo in parte, che corre sotto il pianoro urbano e l’area del santuario.
Le esplorazioni hanno documentato la presenza di gallerie, canali artificiali, strutture idrauliche, cisterne, pozzi verticali e passaggi tecnici. Elementi che testimoniano una capacità ingegneristica avanzata e un uso del sottosuolo funzionale sia alla vita quotidiana sia al controllo delle acque.
La mappatura non si limita dunque a restituire percorsi sotterranei: ricostruisce l’organizzazione idraulica e rituale dell’antica città, offrendo nuove chiavi di lettura sulla gestione dell’acqua, elemento centrale della religione e dell’economia etrusca.
Tecnologie da esplorazione spaziale al servizio dell’archeologia
Per raggiungere gli ambienti più stretti e pericolosi, spesso inaccessibili all’uomo poi, i ricercatori hanno impiegato rover dotati di strumenti avanzati di navigazione e acquisizione dati, derivati da soluzioni utilizzate in ambito aerospaziale.

Tra questi spicca Magellano, un veicolo pensato per l’esplorazione autonoma di ambienti critici. Cosa fa il rover? Utilizza un sistema di sospensioni ispirato al modello “rocker-bogie” sviluppato per i celebri rover marziani Spirit, Opportunity e Curiosity della NASA.
Grazie alla trasmissione continua di immagini e dati tramite ponte radio, Magellano ha così fornito una registrazione millimetrica dei cunicoli senza rischi per gli operatori, con un metodo non invasivo che ha aperto la strada a una conoscenza del sito mai raggiunta prima.
La piscina sacra e il sistema idraulico del santuario
Un ulteriore fronte di studio riguarda la mappatura delle strutture idrauliche che collegano il pianoro dei Campetti, la terrazza del Santuario del Portonaccio e la valle di Cannetaccio.

Tra gli elementi emersi, particolare rilievo assume la grande piscina sacra, situata accanto al tempio di Apollo. Questa vasca monumentale, utilizzata nei rituali etruschi e poi riadattata in epoca romana dopo la conquista di Veio nel 396 a.C., rappresenta un punto chiave per comprendere la funzione religiosa dell’area e la centralità dell’acqua nei culti praticati.
Le dichiarazioni
“Ormai da un anno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia gestisce l’area sacra di Portonaccio a Veio”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Abbiamo avviato progetti di valorizzazione e fruizione del Parco, ma soprattutto abbiamo ripreso indagini innovative, come la mappatura inedita dei cunicoli della città”.
Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, sottolinea: “Tornare a indagare il santuario del Portonaccio con tecnologie d’avanguardia significa ampliare la conoscenza di uno dei luoghi più significativi dell’Etruria. La mappatura dei cunicoli dimostra il valore della collaborazione tra musei, università e centri di ricerca”.




















