“La nostra mamma è viva grazie a voi”: la lettera di una famiglia commuove l’Ospedale San Camillo

Un messaggio di riconoscenza arriva dal cuore di chi ha vissuto la paura più grande e ha trovato, nella corsia del San Camillo un’umanità rara

Le lettere lasciate dai familiari al San Camillo

Un messaggio di riconoscenza arriva dal cuore di chi ha vissuto la paura più grande e ha trovato, in corsia, un’umanità rara. La lettera di una famiglia, pubblicata dall’Ospedale San Camillo Forlanini, diventa un inno alla professionalità e alla dedizione del personale del reparto Stroke.

Un messaggio di riconoscenza arriva dal cuore di chi ha vissuto la paura più grande e ha trovato, nella corsia del San Camillo un’umanità rara

“Non servono parole, bastano le vostre”. Così inizia il post diffuso ieri dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini in occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus, accompagnato dal testo di una lettera che in poche ore ha commosso operatori sanitari e cittadini.

Una famiglia, dopo giorni di angoscia e di speranza, ha voluto rendere pubblico il proprio ringraziamento a chi ha salvato la loro mamma, ricoverata nel reparto Stroke, l’unità specializzata nella cura dell’ictus cerebrale.

“Lo sgomento che si prova nell’avere un proprio caro in ospedale è indescrivibile – scrivono -. Ma è della parte bella che vogliamo parlare: delle persone, degli angeli che abbiamo incontrato”.

Angeli in corsia: l’umanità dietro i camici

Nelle righe della lettera, la famiglia racconta la parte più autentica della sanità, quella fatta di gesti, sorrisi, attenzioni che vanno oltre la competenza tecnica. “È delle persone che ogni giorno cercano di dare un senso al loro sapere, ai sacrifici di una vita; persone che eccellono nelle diagnosi, nelle cure, nel gestire il proprio ruolo, piccolo o grande che sia, ma sempre unico e insostituibile”.

Un riconoscimento che non dimentica nessuno: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ausiliari, addetti alla pulizia. Tutti citati con un ringraziamento collettivo, per aver trasformato il reparto in “Un momentaneo sostituto di casa, un rifugio sicuro dove lasciare i propri cari anche senza il nostro conforto”.

Il gesto che diventa simbolo

Tra le frasi più toccanti, quella dedicata a Melissa, un’infermiera che una sera “più brutta e più triste delle altre” ha aiutato la paziente a guardare le foto dei nipoti sul cellulare e a chiamare i familiari per la buonanotte.

Un piccolo gesto che, nelle parole dei familiari, “vale più di mille cure”, perché restituisce calore e dignità nei momenti di maggiore fragilità.

La guida e il ringraziamento alla “Capitana”

La lettera si conclude con un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Sabrina Anticoli, direttrice del reparto Stroke, definita “il fulcro del reparto, capace di ascoltare e rispondere a tutti senza tralasciare nulla”.

E poi un pensiero anche per Flavia, infermiera del pronto soccorso, che “ha rispecchiato pienamente il significato della sua Professione, con quell’Umanità che dovrebbe sempre contraddistinguerla”.

Un messaggio che illumina la sanità pubblica

La famiglia chiude il messaggio con una riflessione che è anche un auspicio: “Dovrebbero far fare dei corsi a tutti da queste persone: gli ospedali sarebbero sicuramente migliori”.
In una giornata dedicata alla prevenzione e alla cura dell’ictus, la loro testimonianza restituisce valore al lavoro silenzioso di medici e operatori, ricordando che — dietro ogni storia clinica — c’è un incontro umano che può fare la differenza tra paura e speranza.