Affittacamere fantasma nel cuore di Roma: il pericolo nascosto dietro le stanze “invisibili” ai controlli (FOTO)

Un turista straniero fa emergere un sistema irregolare e consolidato di ospitalità: due le strutture affittacamere sigillate per gravi violazioni di sicurezza

Foto non collegata ai fatti

Due strutture ricettive sigillate dalla Polizia di Stato per gravi violazioni di sicurezza. Questo il bilancio di un’operazione scattata a Termini, dove grazie ad un turista straniero è emerso un sistema irregolare di ospitalità che durava da anni, con centinaia di clienti fantasma arrivati nella Capitale, e mai dichiarati alle Forze dell’ordine.

Un turista straniero fa emergere un sistema irregolare e consolidato di ospitalità: due le strutture affittacamere sigillate per gravi violazioni di sicurezza

Tutto è cominciato durante una serie di controlli amministrativi disposti dalla Questura di Roma nella zona di Termini, area da tempo sotto osservazione per la presenza di strutture ricettive irregolari. Gli agenti della Divisione Amministrativa stavano verificando la regolare comunicazione dei dati degli ospiti attraverso il portale “Alloggiati Web” della Polizia di Stato, quando si sono imbattuti in un’anomalia che avrebbe aperto un vero e proprio vaso di Pandora.

In una struttura di via Gaeta, un turista straniero è risultato privo di qualsiasi registrazione. Un dettaglio apparentemente banale, ma sufficiente a far scattare ulteriori accertamenti che hanno svelato un sistema consolidato di omissioni.

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Sei anni di ospiti “fantasma”

Dalle verifiche è emerso che il titolare dell’affittacamere non comunicava alcun nominativo dal 2019. In pratica, da oltre sei anni, nessun ospite era mai stato segnalato alle autorità, nonostante l’attività fosse pienamente operativa. Questo comportamento ha di fatto impedito la tracciabilità dei turisti in transito, creando un grave rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Un rischio tutt’altro che teorico, soprattutto in un’area ad alta densità di passaggio come quella della stazione Termini, dove secondo la Polizia, l’assenza di registrazioni non solo potrebbe aver ostacolato eventuali indagini, ma avrebbe favorito la permanenza di persone non identificabili sul territorio nazionale. 

Il secondo caso e la chiusura immediata

Una situazione analoga è stata riscontrata poco dopo in un’altra struttura, in via Emanuele Filiberto. Anche in questo caso, il titolare aveva omesso la comunicazione dei nominativi degli ospiti — in particolare di una famiglia di turisti australiani.
La reiterazione della violazione ha spinto il Questore di Roma a emettere un doppio provvedimento di sospensione della licenza, disponendo la chiusura immediata di entrambe le strutture per dieci giorni. Gli stessi agenti della Divisione Amministrativa e Sociale hanno apposto i sigilli agli ingressi.

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Un campanello d’allarme per il turismo romano

Il caso dei “turisti fantasma” non rappresenta soltanto una violazione amministrativa, ma un segnale d’allarme su una parte sommersa dell’accoglienza turistica capitolina. La Polizia di Stato ha intanto ribadito che i controlli continueranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di stanare altre gravi irregolarità nel settore.