Non ce l’ha fatta Said, il bimbo di 3 anni giunto da Gaza a Roma per essere salvato

Said, affetto da un tumore avanzato, era giunto in Italia per ricevere cure negate nella Striscia sotto assedio. Ma  era troppo tardi

Foto di archivio

Aveva solo tre anni Said, ed era arrivato in Italia dalla Striscia di Gaza a febbraio per ricevere cure salvavita. Affetto da un tumore in fase avanzata diagnosticato troppo tardi, il piccolo è morto al Policlinico Umberto I di Roma nei giorni scorsi, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarlo.

Said, affetto da un tumore avanzato, era giunto in Italia per ricevere cure negate nella Striscia sotto assedio. Ma  era troppo tardi

Said è una delle tante giovani vittime di un sistema sanitario al collasso a Gaza, dove anni di assedio, bombardamenti e blocchi hanno reso quasi impossibile l’accesso tempestivo a diagnosi e terapie adeguate.

Quando è riuscito a lasciare la Striscia, la sua malattia era già in stadio terminale. I medici italiani hanno tentato il tutto per tutto: chemioterapia, trapianto di cellule staminali, assistenza continua. Ma le sue condizioni erano già troppo compromesse. “Le cure sono iniziate troppo tardi”, il rammarico dei medici.

Il funerale del piccolo Said si è tenuto ieri, 10 ottobre, alla Moschea Grande di Roma. La sepoltura è avvenuta oggi, nel cimitero di Prima Porta, alla presenza dei familiari, membri della comunità palestinese e volontari delle associazioni che hanno accompagnato la famiglia in questi mesi difficili.

Bimbi bisognosi di cure

Intanto, anche all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma continuano ad arrivare bambini palestinesi con patologie gravi e spesso trascurate. Sono 24 i piccoli pazienti giunti dalla Striscia dall’inizio dell’assedio, spesso accompagnati solo da un genitore o da un fratello.

Tra loro: un neonato di sei mesi con un’amputazione che ha richiesto un nuovo ricovero in chirurgia, un ragazzino di 13 anni con un trauma cerebrale affidato alla neurologia, e una bambina di due anni affetta da celiachia in stato di malnutrizione.

Le condizioni mediche dei bambini che riescono a varcare i confini devastati di Gaza sono spesso drammatiche.

Le patologie più comuni tra i pazienti pediatrici includono traumi da guerra, ustioni, malnutrizione, tumori, malattie cardiache congenite, infezioni gravi e disturbi neurologici. Tutti richiedono cure urgenti, spesso impossibili da ottenere in un contesto dove la sanità è ormai ridotta allo stremo.

La storia di Said non un caso isolato

La storia di Said non è purtroppo un caso isolato, ma un simbolo tragico di ciò che sta accadendo a tanti altri bambini privati del diritto fondamentale alla salute.