Finti carabinieri in azione nella zona di Tivoli per truffe a domicilio: i consigli dell’Arma per evitarle

Finti carabinieri in azione nella zona di Tivoli prendono di mira le persone più anziane per truffarle in casa

Immagini di repertorio

Finti carabinieri sono entrati in azione in questi giorni nella zona di Tivoli presentandosi a casa delle persone nel tentativo di truffare soprattutto quelle più anziane e quindi più indifese di fronte a questo genere di reati.

Finti carabinieri in azione nella zona di Tivoli prendono di mira le persone più anziane per truffarle in casa

Gli episodi si sono ripetuti con una certa frequenza tanto che il Comune di San Gregorio da Sassola, nei pressi della città tiburtina ha ritenuto necessario diramare volantini e avvisi Internet per cercare di mettere sull’avviso attraverso i consigli dell’Arma le potenziali vittime di chi si spaccia per essere un rappresentante delle forze dell’ordine con intenzioni del tutto opposte.

La recrudescenza di tentativi di truffa sta mettendo in allarme tutta  l’area del Tivolese. L’obiettivo dei malviventi sono in particolare le persone più anziane, considerate più vulnerabili. Gli episodi si sono concentrati negli ultimi giorni, vedendo come protagonisti finti carabinieri o finti avvocati che si presentano a casa delle vittime con stratagemmi sempre più raffinati.

Il fenomeno ha assunto una tale frequenza da spingere diverse amministrazioni locali a intervenire.

Il Comune di San Gregorio da Sassola ha diramato avvisi e volantini, utilizzando i canali social e internet per diffondere i consigli forniti dall’Arma dei Carabinieri e tentare così di proteggere i cittadini.

La messa in scena: incidenti, arresti e richieste di Denaro

La truffa segue un copione ormai consolidato. Tutto inizia con una telefonata allarmante. Un sedicente rappresentante delle Forze dell’Ordine o un avvocato contatta la vittima per comunicare che un suo parente stretto è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale o è addirittura stato arrestato.

A questo punto scatta la richiesta cruciale: per fornire la necessaria assistenza legale o sanitaria alla persona in difficoltà, la vittima deve versare con urgenza una somma di denaro a titolo di corrispettivo. Se la persona truffata accetta, l’interlocutore comunica che a breve un complice, spesso un “assistente” o un “carabiniere in borghese,” si presenterà direttamente a casa per ritirare il denaro contante o i preziosi. È proprio in questo momento che la trappola si chiude.

Le raccomandazioni dell’Arma

Per contrastare efficacemente questo fenomeno, che si sta progressivamente diffondendo anche nelle aree di provincia, l’Arma ha reiterato una serie di raccomandazioni fondamentali:

  • Diffidare sempre delle richieste di pagamento: I carabinieri, la Polizia o le altre Forze dell’Ordine non reclamano mai somme di denaro per rilasciare parenti o fornire assistenza legale.
  • Mai fornire dati personali o bancari: Non bisogna condividere numeri di conto, carte di credito, o codici di sicurezza al telefono. Le Forze di Polizia non richiedono in alcun caso questo tipo di informazioni.
  • Controllare l’identità e Non Aprire Agli Sconosciuti: Non si deve mai aprire la porta di casa o il portone a sconosciuti. Bisogna sempre controllare l’identità del visitatore attraverso lo spioncino. Nessun militare dell’Arma si presenta in abitazioni private senza preavviso e senza una chiara identificazione. Lo stesso vale per funzionari di enti pubblici (Comune, Poste, INPS) o tecnici per riscuotere bollette a domicilio.
  • Segnalare immediatamente: In caso di chiamata o visita sospetta, la raccomandazione è di contattare immediatamente il Numero Unico delle Emergenze 112 o la Stazione dei Carabinieri di zona. Una segnalazione tempestiva può contribuire a proteggere anche altre potenziali vittime.