La Regione Lazio compie un passo decisivo nel campo delle politiche sociali e sanitarie con il lancio del “Progetto Anchise”, un’innovativa sperimentazione dedicata all’assistenza domiciliare integrata per anziani, pazienti oncologici e over 80.
Via al progetto che metterà al centro gli anziani trasformando il territorio in rete di sostegno: sperimentazione in un quadrante di Roma
L’iniziativa, presentata al Teatro di Tor Bella Monaca dal presidente Francesco Rocca e dall’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, rappresenta la prima applicazione concreta della Legge 33/2023 sulla non autosufficienza, proponendo un modello che mette la persona fragile al centro del sistema.
Il progetto prende il nome dal mitico Anchise, simbolo di saggezza e fragilità custodita, e intende creare una rete capace di unire cure sanitarie, inclusione sociale e sostegno quotidiano, trasformando i quartieri in spazi di comunità attiva e partecipata.
Un modello innovativo per il futuro dell’assistenza
Il “Progetto Anchise” nasce con l’obiettivo di sperimentare nuove modalità di presa in carico dell’anziano fragile in tutte le sue dimensioni. Non solo cure mediche, ma anche telemedicina, cohousing, servizi domiciliari avanzati e progetti di contrasto alla solitudine.
La sperimentazione si propone di disegnare un percorso completo che va dalla prevenzione e promozione dell’invecchiamento attivo fino a un continuum assistenziale capace di adattarsi ai bisogni mutevoli della persona.
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato come questo progetto sia “un passo concreto verso un modello capace di non lasciare mai soli gli anziani, rafforzando la loro dignità e il loro benessere quotidiano”. La sperimentazione partirà dal VI Municipio di Roma, ma con l’ambizione di estendersi progressivamente all’intera Regione.
Investimenti e partnership per un progetto pilota
La Regione Lazio ha stanziato 1,5 milioni di euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo per finanziare il progetto nel biennio ottobre 2025 – ottobre 2027.
Il modello sarà realizzato grazie a una rete di collaborazioni che coinvolge Roma Capitale, il VI Municipio, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il Policlinico Tor Vergata e la ASL Roma 2, enti che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa nel novembre 2024.
Secondo l’assessore Maselli, “Il Lazio è la prima Regione italiana ad avviare una sperimentazione legata alla Legge delega sulla non autosufficienza, concentrando gli sforzi su un territorio dove le fragilità sono più diffuse e il bisogno di sostegno è più urgente”.
Come cambia la vita dei cittadini
L’impatto del progetto sarà tangibile nella vita quotidiana degli anziani e delle loro famiglie. La possibilità di accedere a servizi sociosanitari direttamente a casa, usufruire di tecnologie di monitoraggio a distanza, vivere in contesti di cohousing solidale e partecipare ad attività di socializzazione consentirà a molti di rimanere nel proprio ambiente domestico più a lungo, riducendo ricoveri e isolamento.
Per i cittadini significa anche nuove opportunità di coinvolgimento attivo nella rete di comunità: famiglie, volontariato e associazioni potranno partecipare al progetto contribuendo a creare un sistema di sostegno diffuso e resiliente.
Un progetto pilota con ambizioni regionali
Il “Progetto Anchise” non è inoltre solo una sperimentazione locale, ma un laboratorio di innovazione sociale e sanitaria destinato a diventare modello per l’intero Lazio con un approccio integrato e multidisciplinare, che punta a trasformare le sfide dell’invecchiamento e della non autosufficienza in opportunità per costruire una società più solidale e inclusiva, in cui nessuno venga lasciato indietro.
“Con il Progetto Anchise il Lazio compie un passo concreto verso un nuovo modello di assistenza, capace di mettere davvero al centro la persona anziana e fragile. Si tratta di un impegno che assume valore ancora più forte perché realizzato insieme a Roma Capitale, alle istituzioni sanitarie e universitarie, in una logica di collaborazione, l’unica strada possibile per affrontare le sfide dell’invecchiamento e della non autosufficienza“ – ha concluso il presidente Francesco Rocca.


















