Rapine, furti ed estorsioni: cinque arresti a Roma. La svolta dopo l’omicidio di Roman Mihai

Dall’omicidio del muratore Roman Mihai alla scoperta di una rete criminale radicata a Ponte Mammolo: cinque arresti per rapine, furti ed estorsioni

L'operazione dei carabinieri

Il loro pane quotidiano erano le rapine, furti e le estorsioni. Sotto la sorveglianza pressante di una donna che li minacciava se non portavano abbastanza soldi. Sgominata a Roma Ponte Mammolo la banda che teneva sotto scacco più quartieri a Roma est. Cinque gli arresti.

Dall’omicidio del muratore Roman Mihai alla scoperta di una rete criminale radicata a Ponte Mammolo: cinque arresti per rapine, furti ed estorsioni

Blitz all’alba dei Carabinieri della Compagnia di Roma Montesacro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento “Criminalità diffusa e grave” – che ha portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere. In manette sono finiti tre uomini e due donne, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di rapina, furto aggravato, ricettazione ed estorsione in concorso.

L’operazione è il frutto di una lunga e articolata indagine che affonda le radici nel brutale omicidio di Roman Stefan Mihai, il muratore romeno 35enne ucciso a colpi di pistola la sera dell’8 marzo 2023 nel quartiere di Casal de’ Pazzi, mentre rientrava a casa con una scatola di pasticcini per la moglie.

Per quel delitto, lo scorso 6 febbraio 2024, erano già stati arrestati tre uomini: il presunto killer, un 27enne di etnia rom, e due complici, accusati di omicidio volontario aggravato in concorso; due di loro anche per detenzione illegale di arma da fuoco.

La base a Ponte Mammolo

Proprio da quell’omicidio è partita una più ampia attività investigativa che ha fatto emergere l’esistenza di un gruppo criminale radicato nel quadrante nord-est della Capitale, con base nella zona di Ponte Mammolo, lungo l’ansa del fiume Aniene. Un sodalizio composto anche da soggetti legati tra loro da vincoli familiari, descritto dagli inquirenti come animato da “fredda determinazione, spregiudicata sistematicità e spaventosa pericolosità sociale“, capace di colpire senza esitazione seminando paura nel territorio.

Tra gli episodi ricostruiti dai Carabinieri della Compagnia di Montesacro, uno in particolare ha destato forte impressione: una rapina violenta ai danni di una persona adescata con una scusa, poi derubata e aggredita con calci e pugni fino a essere lasciata a terra, tramortita e con lesioni evidenti. Secondo quanto ricostruito, il gruppo si sarebbe anche reso responsabile di numerosi furti di auto, moto e relativi componenti, poi rivenduti attraverso un consolidato giro di ricettazione.

Non solo: dalle indagini è emersa la pratica estorsiva del cosiddetto “cavallo di ritorno”. I beni sottratti – in particolare veicoli – venivano restituiti solo dietro pagamento di una somma in denaro, un vero e proprio riscatto imposto alle vittime.

La capo banda

Tra le cinque persone arrestate, una donna di etnia rom è inoltre indagata per aver minacciato ripetutamente i propri familiari, arrivando persino a evocare gravi lesioni o la morte pur di ottenere denaro.

Il blitz ha visto impegnati anche i militari del Nucleo Radiomobile del Gruppo di Roma e i Carabinieri Cinofili di Santa Maria di Galeria. L’inchiesta, ancora in corso, punta ora a ricostruire eventuali ulteriori diramazioni del gruppo e connessioni con altri episodi criminali avvenuti nella Capitale