Era stata annunciata come una svolta storica per la mobilità romana: mille nuove licenze taxi, di cui 800 ordinarie e 200 dedicate al trasporto dei disabili, per risolvere una volta per tutte l’annoso problema della carenza di auto bianche nella Capitale.
Mentre la Capitale aspetta i mille taxi ne arrivano solo 64 auto di riserva
Il Campidoglio – con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè in prima fila – aveva presentato il bando come la risposta definitiva al caos taxi, promettendo un servizio più efficiente, moderno e capace di sostenere i grandi eventi come il Giubileo. Ne sono state consegnate solo poche decine.
E invece, a distanza di mesi, i romani si ritrovano ancora in attesa. Non delle mille auto promesse, ma di appena 64 veicoli di riserva. Un numero che, di fatto, non aggiunge neanche un taxi in più sulle strade.
Taxi di riserva ossia tampone

Si tratta infatti di vetture che potranno essere utilizzate solo temporaneamente, esclusivamente in caso di guasti, incidenti o furti delle auto già in servizio. Un rattoppo tecnico, previsto dal regolamento comunale (art. 27), ma lontanissimo dalle attese e, soprattutto, dalle esigenze quotidiane di cittadini e turisti. Le riserve del 2024 erano state 79.
Il provvedimento – approvato con una deliberazione dell’Assemblea Capitolina – ha autorizzato l’immatricolazione di 64 veicoli di riserva a fronte delle domande presentate a Roma Servizi per la Mobilità. Nulla di nuovo, dunque: nessun rafforzamento del servizio taxi, nessun passo avanti rispetto alla promessa delle mille licenze. Solo una toppa amministrativa, che garantisce continuità agli operatori già attivi ma non risolve affatto il problema strutturale.
Il bando e le rinunce
A peggiorare il quadro, c’è la gestione tutt’altro che lineare del famoso bando per le nuove licenze. Dopo una lunga serie di ricorsi e controricorsi (a fare la domanda erano stati 4.274 aspiranti tassisti), ben 170 vincitori hanno rinunciato, non versando la cifra richiesta dal Comune per ottenere la licenza (75.500 euro per quelle ordinarie, 58.500 per le speciali).
Cifre ritenute spropositate da molti, soprattutto da chi lavora come sostituto alla guida e non dispone di garanzie bancarie per accedere a un finanziamento. Risultato: oltre il 20% delle licenze è rimasto inutilizzato, e il Campidoglio è costretto ora a scorrere la graduatoria, con ulteriori ritardi.
Miraggio taxi
Intanto, la realtà quotidiana dei romani non cambia: trovare un taxi continua a essere un’impresa, le attese a Termini e Fiumicino restano lunghe, e le app di prenotazione si bloccano nei momenti di punta. Con il Giubileo che volge al termine e le festività natalizie alle porte, la situazione rischia di diventare ancora più critica.
Le 64 auto di riserva (che tra l’altro devono ancora passare al vaglio di Roma Servizi per la Mobilità) non rappresentano una soluzione. Il grande bluff delle mille licenze lascia la Capitale ferma ai blocchi di partenza. E i cittadini in coda.


















