Elisoccorso senza pista: l’Umberto I di Roma senza eliporto da 5 anni

Umberto I (dea di II livello) senza elisoccorso: in caso di urgenza si atterra al Pertini (dea di I livello) e si prosegue in ambulanza 

Elisoccorso dell'ARES 118 in volo

L’Umberto I da cinque anni senza elisoccorso. Manca l’eliporto. E non è servito nemmeno il Giubileo a far riattivare la convenzione con la vicina elisuperficie della caserma Macao-Castro Pretorio, chiusa dal gennaio 2020 per il mancato rinnovo con l’Ares 118. Un paradosso, se si pensa che quella pista di atterraggio è tuttora indicata tra le 32 elisuperfici attive nel Lazio secondo una Delibera Regionale del dicembre 2023.

Umberto I (dea di II livello) senza elisoccorso: in caso di urgenza si atterra al Pertini (dea di I livello) e si prosegue in ambulanza

Nel documento ufficiale della Regione Lazio, infatti, si legge ancora: “Roma c/o Policlinico Umberto I in h24 (c/o Caserma Castro Pretorio)”. Peccato che, nella realtà, gli elicotteri non vi atterrino più da anni.

Dal Pertini all’Umberto I in ambulanza: 15 minuti che possono fare la differenza

Da quando la pista Macao è inutilizzabile, le eliambulanze dirette al Policlinico Umberto I – dea di II livello e ospedale rra i più grandi di Europa – sono costrette ad atterrare al vicino ospedale Sandro Pertini, a circa 5 km di distanza. Il paziente viene poi trasferito in ambulanza, in “continuità di soccorso”. Ma quei 15 minuti extra di trasporto, nel traffico del quadrante Est di Roma, rischiano di annullare i vantaggi salvavita dell’elisoccorso.

A confermare la situazione è Ares 118, l’azienda regionale per l’emergenza sanitaria, come scrive Antonio Sbraga nel suo blog Refert: “Non atterriamo più sulla elisuperficie della caserma Macao da gennaio 2020. L’Esercito, all’epoca, non ha voluto rinnovare la convenzione per l’uso della pista”.

Dal Giubileo 2015 alla chiusura nel 2020: il crollo di un’infrastruttura chiave

Ironia della sorte, proprio in occasione del Giubileo del 2015, la Regione Lazio aveva investito fondi per rendere operativa h24 l’elisuperficie della caserma Macao, anche di notte. All’epoca, la pista fu dotata di impianti luminosi alimentati da pannelli solari, per garantire atterraggi e decolli in sicurezza anche dopo il tramonto.

Nel dicembre 2015, la Regione scriveva con soddisfazione: “L’impianto è al servizio del Dea di II livello del Policlinico Umberto I e diventa così utilizzabile dai mezzi dell’elisoccorso h24”.

E nel 2016 fu persino inaugurato un servizio di elisoccorso neonatale con una culla termica per i nati prematuri, unica in Italia. Un’eccellenza presto abbandonata.

Due Dea senza eliporto: anche il San Giovanni resta a piedi

Ma il Policlinico Umberto I non è l’unico Dea di II livello privo di eliporto. Anche l’ospedale San Giovanni-Addolorata, uno dei più grandi della Capitale, non risulta tra le elisuperfici autorizzate dall’Enac.

Un dato preoccupante, considerando che i Dea di II livello dovrebbero garantire il massimo supporto in caso di emergenze gravi, e che già nel 2014 la Regione annunciava un piano per l’attivazione h24 di tutte le elisuperfici nei grandi ospedali del Lazio. A oggi, due su cinque sono ancora senza una pista.

Risultato? Quando l’elisoccorso deve trasportare un paziente in condizioni critiche verso un centro ad alta intensità di cura, l’unica opzione resta atterrare al San Camillo o al Gemelli. E poi proseguire in ambulanza. Con tutti i rischi del caso.