Diventa sempre più grave la posizione giuridica del giovane muratore di 26 anni, cittadino del Gambia, regolare in Italia dal 2024 che è stato fermato a Roma dopo due gravi episodi di violenza sessuale e ogni ora che passa, si scoprono i dettagli dei suoi spostamenti. L’uomo, che risiedeva ad Anzio ma viveva a Nettuno presso un connazionale, era solito spostarsi tra la provincia e la Capitale, sfruttando i treni regionali per muoversi rapidamente tra i luoghi dove avrebbe commesso le aggressioni. La sua conoscenza dei punti chiave di Roma e la mobilità tra casa e città gli avrebbero permesso di agire con una certa facilità.
Si aggrava sempre più la posizione del muratore gambiano di 26 anni arrestato dopo aver aggredito due donne a Roma: ricostruita la dinamica degli abusi e raccolte prove biologiche
Il primo episodio ricostruito è avvenuto all’alba di domenica 25 agosto 2025, nel parco di Tor Tre Teste.
La vittima, una donna italiana di 60 anni, è stata aggredita e costretta a subire violenza sessuale dopo che il muratore gambiano aveva consumato crack acquistato al Quarticciolo.
Durante l’aggressione l’uomo ha anche sottratto alcuni oggetti alla donna, per poi disfarsene poco dopo alla stazione Termini, dove era diretto per rientrare a Nettuno e cambiarsi d’abito, ripetendo lo stesso copione che aveva già seguito nelle ore precedenti.
Poche ore dopo, nella notte tra lunedì e martedì, il 26enne è stato coinvolto in un secondo episodio, alla fermata dell’autobus in via Prenestina, nota come parchetto degli zombie. La vittima, una donna di 44 anni, è stata avvicinata con una scusa (“Hai una sigaretta?”), trascinata in un vicolo e costretta a subire abusi sessuali ripetuti. Anche in questo caso, dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe fatto ritorno a Nettuno per cambiarsi i vestiti, prima di essere intercettato dai Carabinieri all’esterno della stazione Termini.
Durante l’interrogatorio, Sheikh Hydara ha ammesso di aver commesso il primo stupro, giustificandosi con l’effetto della droga, ma non ha fornito dettagli sul secondo episodio. Entrambe le vittime lo hanno riconosciuto attraverso foto segnaletiche, mentre i carabinieri hanno raccolto prove di DNA sui vestiti e sugli oggetti sottratti, oltre a filmati delle telecamere di sorveglianza che hanno ricostruito il percorso dell’uomo tra Quarticciolo, Tor Tre Teste e Termini.
Gli investigatori mantengono alta l’attenzione, considerando il comportamento seriale e la mobilità continua tra Roma e la provincia. L’uomo, incensurato al momento del fermo, è ora accusato di violenza sessuale e rapina aggravata, e sarà giudicato nell’udienza di convalida dell’arresto.
La vicenda ha destato grande allarme nelle comunità di Anzio, Nettuno e nelle periferie romane, riportando al centro del dibattito la sicurezza nelle aree urbane e la prevenzione delle aggressioni


















